La convention di Banca Mediolanum a Pesaro
La convention di Banca Mediolanum a Pesaro

Pesaro, 8 marzo 2015 - Ennio Doris ha suonato la grande campana posizionata nell’AdriaticArena per dire che «nulla sarà più come prima».

Il fondatore di Banca Mediolanum lancia un messaggio preciso: «Io cambio». E con lui cambierà sempre più questo gruppo finanziario trasformatosi in family bank.

Proprio a Pesaro si è consumato lo strappo dal biscione delle origini berlusconiane del gruppo. Il nuovo logo è un grande cerchio con sfondo azzurro. Lo stesso della classica pubblicità di Mediolanum. E, guarda caso, si cambia dopo il provvedimento di Bankitalia che ha obbligato Fininvest a cedere tutte le quote superiori al 10%.

«Il biscione resta nel nostro cuore ma il nostro simbolo, quello per cui siamo riconosciuti da tutti, è il cerchio», tiene a sottolineare Doris. Consigliando a Silvio Berlusconi, a cui non ha detto nulla di questa modifica, «di rimanere nostro socio perché avrà soddisfazioni».

D’altra parte di fronte alla sua rete di 4.500 venditori-bancari riuniti a Pesaro, il patron imposta un discorso “millenaristico”, puntato sul «nulla sarà più come prima», anche perché «a breve le banche potranno fallire».

Quindi l’immagine che va accreditata è «offrire sicurezza ai risparmiatori», delineando una Banca Mediolanum come «vera cassaforte».

«Saremo un approdo sicuro». Al contrario di quello che accade attorno al cerchio: un disastro, illustrato con immagini e titoli di giornale da apocalisse bancaria. Doris sostiene, con i cronisti, di non avere interesse per le Popolari: «Abbiamo altro da fare».

Per avere un’idea di come è andato il discorso di Ennio Doris, ecco i momenti più significativi filmati con un telefonino.

Nel frattempo da Milano qualcuno prova a rovinare la festa della grande famiglia di Doris. In particolare arrivano il conto dell’agenzia delle Entrate. E’ per la controllata irlandese della Mediolanum che avrebbe sfondato i 500 milioni di euro di evasione fiscale in 5 anni, a cavallo tra il 2004 e il 2008.

Il tema è quello di aver lasciato in Irlanda una quota troppo alta dei propri ricavi, retrocedendo alle controllate italiane una percentuale troppo bassa delle commissioni incassate dai clienti. «Siamo fiduciosi di poter chiudere il contenzioso entro quest’anno, abbiamo già accantonato 94 milioni di euro», la risposta di Doris.

Che il giorno successivo pare essere rimasto ancora al patto del Nazzareno. I protagonisti della convention - un successo organizzativo nonostante un tempo da tregenda e il rischio infiltrazione d’acqua dal tetto del grande palas - sono due imprenditori che vengono definiti come “renziani”: ovvero il finanziere Davide Serra, che vedrà un fondo della sua Algebris offerto ai risparmiatori da Mediolanum, e Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly, che rimarcato il ruolo dei self made men e la necessità «di stare tutti uniti» nella rivincità del made in Italy.