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22 giu 2021
22 giu 2021

Scavolini, 60 anni di successi

Valter Scavolini: "Cavaliere del lavoro e gli scudetti Vuelle Sono queste le mie due gioie più grandi"

22 giu 2021
Il dito puntato verso il prossimo, che è un po’ anche l’espressione del genio: sotto con Marco Minniti, ex ministro degli Interni, a destra con lo chef Cracco, sopra in compagnia dell’ex governatore delle Marche Luca Ceriscioli
Valter Scavolini (Fotoprint)
Il dito puntato verso il prossimo, che è un po’ anche l’espressione del genio: sotto con Marco Minniti, ex ministro degli Interni, a destra con lo chef Cracco, sopra in compagnia dell’ex governatore delle Marche Luca Ceriscioli
Valter Scavolini (Fotoprint)

Pesaro, 22 giugno 2021 - Quando i big dell’industria nazionale arrivavano a Pesaro la prima cosa che dicevano scendendo dagli elicotteri era questa: "Se viene a prendermi Scavolini bene, altrimenti vengo da solo. Non c’è problema".
La Scavolini non è la Fiat, non muove i mercati di borsa anche perché sia Valter che il fratello Elvino non si sono mai voluti quotare. Ma Valter ha sempre rappresentato all’interno dei grandi imprenditori italiani un punto di riferimento per la sua capacità di ‘leggere’ il mercato ed anche per le sue strategie nell’ambito della comunicazione e del marketing. Vent’anni avanti Valter. E per lui oggi, che ha toccato quota 79 anni, una giornata speciale perché viene presentato un libro "La vita come grande impresa", che ripercorre la sua vita da industriale.

Nel 1993... prima dell’inflazione delle nomine politiche – fatta qualche eccezione –, è stato nominato Cavaliere del Lavoro "una riconoscimento che mi ha fatto molto felice – dice – perché rappresenta il coronamento del lavoro fatto come imprenditore". L’altra gioia, gli scudetti Vuelle.
 

Un anno, l’ultimo, passato come Cincinnato quello di Valter Scavolini, chiuso nella sua villa Vittoria. Isolamento, anche se splendido, con qualche rara puntata in fabbrica. "Sono tornato per la prima volta dentro un ristorante qualche giorno fa con la mia famiglia. Sono andato da Alceo ed era praticamente dall’agosto scorso, da quando sono tornato dalla montagna, che non frequentavo un luogo pubblico. Ci dobbiamo tutti vaccinare altrimenti non si torna ad una vita normale", dice.


 

Valter Scavolini non è solamente un uomo industria e cioè un imprenditore che non ha mai fatto un giorno di cassa integrazione e mai nessun licenziamento, ma è anche l’uomo più popolare della città. Perché ha legato il suo nome al basket con coppe e scudetti, alla pallavolo femminile anche qui con scudetti, al baseball fino ai tornei di tennis con Panatta.
 

Porta il nome di Fondazione Scavolini, alla cui presidenza c’è la nipote Manuela, per interventi di tipo culturale. E’ stato ed è uno dei maggiori sostenitori del Rossini Opera Festival ed ha anche messo sul piatto oltre un milione di euro per il recupero del vecchio palasport di viale Marconi che porterà il suo nome.
Una volta ha confessato agli amici: "Sono sempre andato d’accordo con tutti i miei colleghi che operano nel settore delle cucine. Mai uno screzio con nessuno tranne una volta con un altro cuciniere pesarese. Una discussione nata perché mi si accusava di aver portato via una manager specializzato per i mercati esteri".
 

Entrò nel basket cittadino nel 1975 in uno sport che aveva un particolare non da poco: era molto seguito anche dal pubblico femminile e cioè dai suoi clienti primari, quelle signore che alla fine scelgono la cucina da mettersi in casa. Questo non solo nel basket, ma anche quando spostò un po’ di risorse nell’ambito della pallavolo femminile. Passione, ma anche grande intuito imprenditoriale perché alla fine Valter Scavolini non ha mai nascosto un fatto:

"Lo sport ci è servito per rendere molto popolare in poco tempo il nostro marchio. E lo sport ci ha permesso di farci conoscere anche in campo internazionale quando abbiamo partecipato negli anni alle grandi coppe europee".


Da qualche anno Valter Scavolini ha lasciato le redini del comando aziendale alla figlia Fabiana che è l’amministratore delegato. La quale però ha sempre detto una cosa: "Mio padre rappresenta il punto di riferimento all’interno dell’azienda".
 

Amico di tutti in questa città anche perché per una vita ha seguito la squadra in giro per l’Italia e l’Europa dentro i pullman, accanto ai tifosi. Sia lui che il fratello Elvino. Come il sindaco Tombesi che abbattè le mura della città per far prendere respiro a Pesaro, Valter ed Elvino hanno fatto viaggiare i pesaresi in giro per il mondo dietro la passione per il basket: i primi grandi e veri tour operator.
 

m.g.

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