Silvana Ratti (foto Print)
Silvana Ratti (foto Print)

Pesaro, 23 luglio 2014 - Sarà eletto oggi, a Milano, il nuovo presidente nazionale di Camera italiana buyer moda, che prenderà il posto di Beppe Angiolini, per tre anni consecutivi alla guida dell’associazione. Due i nomi in lizza.
Quello di Mario Dell’Oglio, titolare dei punti vendita Dell’Oglio a Palermo, che è stato anche il primo a presentare la propria candidatura. Ma voci accreditate danno per favorita Silvana Ratti, a capo della Maison di via Rossini: oltre a vantare una lunga esperienza nel settore, la Ratti sarebbe anche la prima donna al timone della Camera, l’unica realtà esistente al mondo che riunisce i venditori di prodotti multimarca. All’insegna delle quote rosa. Silvana Ratti affronta la giornata più lunga con la grinta di sempre: «Sono pronta a mettere la mia esperienza lavorativa e il mio patrimonio di relazioni al servizio dei colleghi» spiega dal capoluogo lombardo, dove è in trasferta di lavoro. 
Una bella sfida, signora Ratti, perchè l’ha accettata?
«Da tempo – spiega – incontrando i colleghi ascoltavo i problemi che ciascuno vive sulla propria pelle, problemi comuni ai quali è arrivato il momento di dare una risposta. E poi ho pensato che questo incarico potrebbe dare anche una bella visibilità a Pesaro: si potrebbero fare tante belle iniziative in collaborazione con l’associazione».
Cosa farà se sarà eletta? 
«I punti salienti del mio programma sono essenzialmente quattro: fare squadra unendo la Camera buyer come fosse una vera impresa per ampliare le possibilità di sviluppo delle nostre attività, equilibrare i rapporti con le imprese produttrici e trovare l’ascolto che meritiamo dalla politica. Poi, avviare un progetto on line totalmente nuovo; e, non ultimo, partecipare alla vetrina internazionale che l’Expo 2015 di Milano ci può offrire». 
Ha già scelto i suoi collaboratori? 
«Al mio fianco, come vicepresidente, ci sarà Tony Tanfani di Ancona e un board di persone giovani e preparate che daranno un passo diverso all’associazione. Io non sono giovane, ma mi riciclo». 
Si ipotizza anche l’arrivo di un amministratore delegato..
«Non lo escludo. È vero che da tempo si pensa all’entrata di una professionalità esterna per sostenere le nostre aziende nel rapporto con i produttori ma l’assegnazione di possibili deleghe operative sarà affrontata dal consiglio. Comunque, sarebbe un passo in avanti nella gestione della nostra realtà che conta 117 imprese. Tutte insieme siamo davvero una potenza».
Ha pensato come dividere gli impegni tra la Maison e l’associazione?
«C’è mia figlia Matilde che è ormai l’anima dell’azienda e mi affianca in tante attività con l’insostituibile supporto dei nostri collaboratori. Poi c’è sempre tanto da fare, e continuerò a non risparmiarmi. Ma sono contenta così, non c’è modo migliore per rendere omaggio ai miei genitori che hanno lavorato tanto in passato» 










si. spa.