Pesaro, 17 febbraio 2018 - Verso le 15.30 di oggi pomeriggio, fuori dalla Casa Rossini, una ventina di persone, cellulare in mano, fotografava quanto stava avvenendo al suo interno. Un barbiere stava sfoltendo i capelli del ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini, seduto nella poltrona ottocentesca che lo stesso ministro ha ceduto in comodato d'uso alla città qualche anno fa: “Può darsi che ve la lasci in comodato perenne, ma pur sempre comodato è”, ha scherzato il ministro. In sottofondo la musica del Barbiere di Siviglia di Rossini.

Sistemato il ritocco, il ministro si è diretto a palazzo Montani Antaldi, sede della Fondazione Cassa di risparmio di Pesaro, per presentare le celebrazioni rossiniane e il museo di Rossini, che dovrebbe aprire nel 2019 proprio nel piano nobile di quello stabile, grazie ad un accordo tra Comune e Fondazione Carisp, che ha accettato di lasciare le stanze in comodato d'uso gratuito al Comune per 15 anni. “Per uno come me che ha vissuto dal primo anno la grande avventura della restituzione rossiniana, l'idea di un museo rossiniano è qualcosa che scalda il cuore”, ha introdotto Gianfranco Mariotti, storico Sovrintendente del Rof e presidente del comitato promotore delle celebrazioni rossiniane.

“Il 150° dalla morte di Rossini è un evento che riguarda Pesaro ma che è anche internazionale – ha commentato Franceschini -. Rossini è una delle figure italiane più note del mondo e lo resterà perennemente. Sono assolutamente convinto che Pesaro ha imboccato la strada giusta, cioè di investire sulla bellezza e l'immagine della città”. Poi la battuta-promessa: “Tornerò per i 200 anni”.

Alla visita istituzionale del ministro a palazzo Montani Antaldi dovevano esserci anche il presidente della Regione Luca Ceriscioli e il sindaco Matteo Ricci. Ma erano entrambi assenti. Secondo quanto riferito dal vice sindaco Daniele Vimini, che ha fatto da padrone di casa insieme al presidente della Fondazione Carisp Marco Cangiotti, entrambi hanno preferito partecipare agli eventi elettorali anziché a quello istituzionale: “Ceriscioli è impegnato nel sud delle Marche con Gentiloni (capolista nel collegio proporzionale per la Camera, ndr) – ha riferito Vimini -, Ricci è con Minniti”, che nel frattempo incontrava gli elettori nei bar di Villa Ceccolini e Borgo Santa Maria. Poi, ministri e sindaco si sono riuniti all'ex Pescheria, in fondo a Corso XI Settembre, per l'incontro “Per ogni euro speso in sicurezza, un euro speso in cultura” organizzato dal Pd.