Andrea Cecconi, deputato

Pesaro, 6 marzo 2018 - «Non mi aspettavo un simile risultato. Non pensavo di essere eletto all’uninominale». Andrea Cecconi è il parlamentare più ricercato dai media italiani. Dopo un mese di fantasmatico silenzio e senza campagna elettorale è riuscito a battere Marco Minniti, ministro dell’interno.

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Cosa succederà adesso?

«Manterrò la mia parola».

Quindi presenterà le dimissioni alla Camera dei Deputati?

«Dopo la proclamazione degli eletti è mia intenzione andare ad un atto formale».

Lei sa...

«Certo, so che vanno votate in aula a maggioranza. Ma non voglio fare come Vacciano, che ci ha provato 5-6 volte».

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Il parlamentare M5S cacciato nella passata legislatura.

«Io non potrò iscrivermi al gruppo M5S: sono sottoposto a procedura dei probiviri».

Per rimborsopoli e i bonifici taroccati.

«Certo, ho fatto una bella cazzata. Che ha danneggiato il movimento».

Dal punto di vista politico ed economico?

«Economico direi proprio di no, visto che ho già restituito i 21 mila euro che avevo trattenuto dagli stipendi. A posteriori nemmeno di carattere politico, visto come sono andate le elezioni».

Il voto come lavacro...

«Non credo abbia ripulito nulla. Rimango dell’idea che ho danneggiato il Movimento in un momento politico decisivo. Per questo, se Di Maio lo vorrà, sono a disposizione le mie dimissioni».

A disposizione...

«Io mi iscriverò al gruppo misto, ma la mia elezione è del Movimento. Se serve un parlamentare in più sono qui. L’alternativa è tornare a votare».

Appunto, non subentra nessuno. Si vota.

«Con un aggravio di costi per le casse pubbliche e di fastidio per i cittadini di Pesaro, Urbino e della provincia. Deciderà Di Maio se ha bisogno del mio voto e della mia presenza in parlamento. Non voglio danneggiare M5S».

Insomma ci ha ripensato?

«No, no. Voglio spiegarmi bene. Io so di aver fatto una cosa che per il movimento è più che deprecabile. Se c’è una norma interna va rispettata. Non averlo fatto è un errore che inficia la credibilità Ma non ho rubato nulla».

Non ha restituito.

«I miei sono 21 mila euro, non 100-200 mila di altri parlamentari».

Il meccanismo era lo stesso.

«Deprecabile per un parlamentare esperto com’ero io, con una militanza che parte dal 2008. Non voglio fare danni a Di Maio. Aspetto indicazione sul cosa fare».

Non aveva firmato atti di rinuncia anticipata al seggio?

«Non hanno nessun valore legale, le dimissioni si danno in parlamento».

Cosa ci ha fatto con quei soldi?

«Niente di personale. Dovevo pagare degli avvocati per denunce per diffamazione. Delle spese del gruppo non più recuperabili. Ho il mutuo e la rata dell’auto da pagare».

E un terzo figlio in arrivo.

«Isabella nascerà a luglio. Raggiungerà Niccolò (5 anni) e Diego (3 anni)».

Si aspettava di battere Minniti?

«Certo che no, pensavo al massimo di potergli dare qualche fastidio. Nessuno si aspettava una caduta così deflagrante del Pd nelle Marche. La vittoria non è certo merito mio, ma del Movimento».

La base pesarese di M5S la rivorrebbe.

«Si tratta di amicizia. Credo di aver dato molto nel mio lavoro parlamentare».

Cecconi, ci dica la verità. Lei resterebbe volentieri a Montecitorio?

«Il seggio non è mio, bensì del Movimento. Alcune frasi di Di Maio mi hanno ferito, ma spetta a lui decidere e dirmi cosa fare».

Tutti i risultati nelle Marche e a Pesaro e provincia: Senato Camera

 

Tutti i risultati:  Senato - Camera

In provincia di Pesaro Urbino l'affluenza registrata alla chiusura delle urne è del 78.54%. 

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