TENSIONE CONTINUA Da sinistra, il sindaco Maurizio Gambini e l’ex assessore comunale Francesca Crespini
TENSIONE CONTINUA Da sinistra, il sindaco Maurizio Gambini e l’ex assessore comunale Francesca Crespini

Urbino, 12 giugno 2016 - «Francesca Crespini non fa più parte di questa giunta. La mando via». È serio e lapidario il sindaco Maurizio Gambini nel confermare una decisione che per lui non è stata facile. «Non lo decido perché Sgarbi ha detto “O me o lei” in un video su Facebook, ma perché è questo che in coscienza ritengo di dover fare». Gambini ha atteso l’esito della riunione di maggioranza in campagna, guardando con preoccupazione i campi che non sono coltivati da decenni: «È una vergogna che non siano più usati per l’agricoltura». Questo pensiero lo distrae per un minuto, poi torna al un tema che scotta: l’esonero dell’assessore Crespini.

«Ho maturato da tempo – dice – la consapevolezza che l’assessore Crespini non è compatibile con l’operato di questa maggioranza e di questa giunta. Pur essendo consapevole dell’impegno che ha profuso e del lavoro che ha portato avanti per i suoi assessorati, ho osservato che Crespini non si è manifestata disponibile a un confronto costruttivo e alla pari né con gli esponenti della maggioranza né con i nostri cittadini e le altre istituzioni».

La situazione covava da tempo, però...

«Ha creato e sta creando grosse fibrillazioni all’interno della giunta e all’intero della nostra maggioranza, compreso l’intero apparato amministrativo che non si trova più in una condizione di serenità, base necessaria per poter ottenere dei risultati».

Apparentemente, di recente, andavate d’accordo, o no?

«In più occasioni le esternazioni fatte in pubblico su di me sono risultate inopportune e hanno mancato di rispetto alla mia persona e al mio ruolo istituzionale».

Quando ha effettivamente deciso di mandarla via?

«Nella serata di giovedì, dopo il Consiglio comunale, ho presentato la comunicazione scritta della mia volontà di esonerarla dai suoi incarichi di assessore e vicesindaco, cosa che avrei già voluto fare nella riunione di maggioranza del martedì prima, ma che ho rinviato perché molti non hanno avuto modo di partecipare, proprio perché considero alla pari tutti i componenti della maggioranza. Ci tenevo, infatti, a comunicarlo contemporaneamente a tutti, per questo ha aspettato il giorno del Consiglio nel quale quasi tutti erano presenti».

Quindi il suo esonero non è direttamente collegato all’ultimatum di Sgarbi, o me o lei?

«Questo lo specifico per chiarire bene che non sono le ultime dichiarazioni di Sgarbi fatte venerdì su Facebook ad avermi portato a questa decisione, bensì tutte le motivazioni che ho citato in premessa. Nell’incontro di giovedì sera ho consegnato la lettera nelle mani di un componente del gruppo Cut in presenza di Crespini, perché tutti i consiglieri, anche quelli degli altri gruppi, mi hanno chiesto di non emanare immediatamente il decreto di revoca dall’incarico, per dare a tutti la possibilità e il tempo di riflettere».

La riflessione c’è poi stata?

«Non mi ha detto niente e dopo aver letto le dichiarazioni di Crespini sul Carlino, dove cerca di far capire che il suo gruppo non lascerà la maggioranza ma con tanti “distinguo” che non fanno altro che confermare le proprie difficoltà di rimanere in questo esecutivo, non posso far altro che emanare il decreto di revoca dall’incarico».

Lei ha o no la maggioranza?

«Sì».

Non si pentirà?

«Non è una decisione poco dolorosa per me, ho creduto fortemente in questo progetto comune. I consiglieri e gli assessori di riferimento Cut sono persone che hanno sempre lavorato in modo serio e responsabile senza mai creare problemi, come tutti gli altri consiglieri e assessori della maggioranza».

E Sgarbi?

«Mi ha detto di voler lavorare per la città. È ben accetto, il suo ultimo messaggio duro era dovuto alla provocazione ricevuta dal marito della Crespini».