I luoghi del delitto di Ismaele Lulli
I luoghi del delitto di Ismaele Lulli

Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino), 22 luglio 2015 - Ismaele Lulli, il 17enne sgozzato a Sant’Angelo in Vado (VIDEO), non ha tentato, di recente, ma potrebbe averlo fatto in passato, un approccio con l’ex fidanzata di Igli Meta, il ventenne albanese che sarebbe l’esecutore materiale dell’omicidio. E’ quanto emerso questa mattina durante la conferenza stampa dei carabinieri di Pesaro (FOTO).

Igli Meta, quindi, era quindi convinto che Lulli gli avesse fatto uno sgarbo sentimentale e proprio quella gelosia accecante è stata il movente del brutale delitto. Dalla conferenza si sono dunque delineati anche i ruoli precisi dei due ragazzi albanesi fermati (FOTO) ieri sera dagli inquirenti: l’autore materiale è Igli Meta, di 20 anni residente a Urbania, mentre Marjo Mema, di 19 anni, lo avrebbe aiutato. Meta si era convinto che Ismaele flirtasse con la sua ragazza, Ambera.

La ragazza, macedone, ha confermato il movente, dicendo che Igli la tormentava con quel sospetto. Inutile ogni tentativo di rassicurarlo. Ambera è apparsa "sbalordita". Ismaele e il suo presunto assassino non si erano mai affrontati prima per la questione, il che lascia pensare che il 17enne sia morto senza sapere perché. "Ismaele - ha detto oggi il colonnello Antonio Sommese del Comando provinciale dei carabinieri - ha commesso, involontariamente, un unico errore: quello di aver suscitato la gelosia di Meta, convinto che il ragazzo fosse interessato o avesse avuto un rapporto con la sua fidanzata. Un rodimento continuo, finché non ha deciso di fargliela pagare».

La ricostruzione. Ismaele incontrò i suoi carnefici alla fermata dell‘autobus e accettò la proposta di andare a fare un bagno al fiume. Salì spontaneamente sull‘auto di Meta, "senza costrizioni", hanno detto i carabinieri. “Ismaele è un ragazzo che non ha altre colpe se non di conoscere altre persone, altri ragazzi che andavano a scuola insieme, frequentavano gli stessi posti, si trovavano alla stessa fermata dell’autobus”, ha aggiunto Sommese.

L'esecuzione. Ismaele è stato legato con del nastro adesivo da pacchi e colpito alla gola con un coltello sotto a una croce di ferro, in cima ad un poggio in località San Martino in Selva Nera (FOTO). È morto così Ismaele Lulli, nella ricostruzione dei carabinieri che hanno condotto le indagini. Un solo colpo mortale al collo, talmente forte che il 17enne "è stato quasi decapitato" ha detto Sommese.

La morte è stata rapida. Dopo avere ucciso Ismaele e averne gettato il corpo in un dirupo, Igli Meta e Marjo Mema andarono a fare il bagno al fiume progettato insieme alla loro vittima. In questo caso però - ha raccontato il colonnello - sarebbe servito per lavare via il sangue. Ismaele, che era più altro e robusto di suoi aggressori, sarebbe stato colto di sorpresa. I carabinieri, invece, al momento, non confermano la notizia che Ismaele sia stato legato a una croce prima di venire ucciso.

La tentata fuga. Quando i carabinieri sono andati a prelevare Meta per interrogarlo, il ventenne albanese probabilmente si stava preparando a fuggire in Albania. Meta dormiva in auto e aveva a disposizione una somma di denaro. L'altro albanese fermato, Marjo Mema, ha fatto le prime ammissioni e sta collaborando con gli investigatori. "Si sta cominciando a rendere conto della gravità del fatto", è stato detto durante la conferenza stampa.

Ora si trovano entrambi nel carcere di Villa Fastiggi, con l'accusa, pesantissima, di omicidio volontario aggravato in concorso. Il pm Irene Lilliu sta valutando se vi sia anche la premeditazione. Le indagini proseguono: non è stata ancora trovata l'arma del delitto. 

Il legale di Igli Meta: "Il mio assistito ha deciso che confesserà tutto".