Enrico Brignano protagonista di ‘Un’ora sola ti vorrei’
Enrico Brignano protagonista di ‘Un’ora sola ti vorrei’

Pesaro, 5 dicembre 2021 - Un Enrico Brignano a tutto campo quello visto l’altra sera alla Vitrifrigo Arena. Un vero e proprio mattatore che conosce i tempi del teatro, il ritmo delle battute e che come pochi altri sa far ridere delle nostre paure. Ed ecco che questa ultima versione di "Un’ora sola vi Vorrei" – lo show che l’attore e comico romano sta portando in giro per l’Italia – si trasforma ancora una volta e si plasma e adatta alle vicende dell’oggi.

Se la chiave è proprio quella del tempo, e della nostra frenetica rincorsa quotidiana (a volte verso il nulla), l’oggi non può che riguardare il tema più grande che fa discutere e che divide: uomini e donne, mariti e mogli, fratelli e parenti, amici e conoscenti: i vaccini. 

Già perché il Covid entra prepotentemente in scena (non solo per il green pass da esibire all’ingresso, per lo spettacolo da vedere con la mascherina e per il numero limitato di capienza dell’arena al 60%), ma anche e soprattutto per questa divisione della società tra vax e no-vax. E Brignano a sorpresa dedica quasi un’ora del proprio spettacolo proprio al tema dei vaccini schierandosi non solo apertamente a favore di questi ma evidenziando con ironia pungente le contraddizioni del popolo dei no-vax e dei no green pass.

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Va giù duro Brignano contro la galassia dei negazionisti e dei "no a prescindere" durante tutto il suo lungo monologo a favore della scienza sfruttando la frase più utilizzata da chi ha fatto la scelta di non sottoporsi al somministrazione dei vaccini: "Non so cosa c’è dentro". E proprio da questa frase Brignano prende il largo con la sua pungente ironia. "Ci hanno fatto decine di vaccini da piccoli e da grandi, magari prima di un viaggio all’estero. Ora ci stiamo incagliando su questo c…o di vaccino dividendoci in casa, tra parenti, tra amici". E Brignano, che non molla un attimo la presa sulla drammaticità del tema, non dimentica però di essere pur sempre un comico e decide così di vincere facile tirando in ballo ad esempio i no-vax tatuati. "Voi che dite no al vaccino e magari vi fate incidere farfalle, teschi, e disegnare dei polpacci neri sul corpo; sapete ad esempio cosa c’è in quell’inchiostro che vi iniettano sulla pelle? Sapete che c’è manganese, cromo esavalente, cobalto e nichel? No di certo".

E poi ancora dell’ironia sulle signore no vax che scendono in piazza in pelliccia e che magari ricorrono al botulino. "Vi fate siringare un veleno che vi paralizza i muscoli, che vi trasforma i connotati e che magari quasi vi impedisce di parlare e mangiare come prima, e parlate di vaccino dagli effetti devastanti?".

Tanti applausi e nessun accenno di contestazione, anche se qualcuno nel pubblico – pochi in verità – è rimasto in silenzio. Ma Brignano ormai è un fiume in piena. E riprendendo ossessivamente quella frase "No perché non so cosa c’è dentro" ironizza anche sui vegani e sulle singolari tesi diffuse sui social: "i vaccini che contengono microchip che si sciolgono nel sangue; il 5G che controlla le nostre menti e BigPahrma che diffonde i virus per vendere vaccini, etc.".

La sua riflessione pro-vax ha poi toccato, inevitabilmente, il periodo di limitazioni imposte dalle varie ondate di pandemie e le tante ossessioni e manie degli italiani reclusi in casa: l’acquisto compulsivo della farina, il lievito di birra subito spariti dai supermercati, i canti sui balconi; i vari espedienti per sfuggire alle trasmissioni televisive di Barbara D’Urso. Insomma un lungo capitolo che ha fatto sorridere e riflettere e storcere più di un naso e che Brignano ha voluto concludere con una frase più che sibillina: "non si può campare sui vaccini degli altri". Il resto dello spettacolo, con una seconda parte meno improntata all’attualità, è scivolato su un copione già noto e legato al tempo, all’amore, ai figli. Alla fine tanti applausi, davvero tanti, e nessun accenno di contestazione.