Il pubblico ieri sera al teatro Rossini e un momento della attesa ed intensa performance di Patti Smith (foto Luigi Angelucci)
Il pubblico ieri sera al teatro Rossini e un momento della attesa ed intensa performance di Patti Smith (foto Luigi Angelucci)

Pesaro, 16 dicembre 2018 - In un incontro tra rock e opera lirica, Patti Smith ha aperto la settima edizione della rassegna Playlist. La cantante statunitense è stata protagonista del sabato sera pesarese con lo spettacolo Words and Music, parole e musica, al Teatro Rossini. Musica, quella di Tony Shanahan che, con pianoforte e chitarra, ha accompagnato la voce ancora potente ed evocativa, nonostante gli anni, della Sacerdotessa del rock.

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Parole, quelle che Patti Smith non ha usato solo per cantare ma anche per spiegare la storia che c’è dietro a ogni canzone che ha eseguito. Il pubblico (inclusa Nicoletta Braschi, moglie di Benigni) ha ricambiato ascoltando i suoi racconti in silenzio, interrompendolo solo per omaggiare l’artista con lunghi applausi tra un pezzo e l’altro e per scatenarsi su canzoni trascinanti come Dancing Barefoot e le hit Because the Night e People Have the Power, tripudio finale. «Sono felice far parte delle celebrazioni rossiniane – ha detto la Smith in apertura di concerto –. Il mondo, l’ambiente e Madre Natura sono in pericolo, ma nonostante tutti i conflitti che viviamo, la vita è bellissima». Proprio il conflitto è stato una sorta di filo conduttore della sua esibizione, un tema che accomuna molti dei pezzi che ha cantato a partire dalla bellissima Wing, «una specie di benedizione per tutti voi e una canzone per la vita», passando per Ghost e Peaceable.

Tra le canzoni eseguite, la Smith ha dedicato spazio anche a Neil Young e U2, con le cover di After the Gold Rush e di Love is All We Have Left. Tra il pubblico, come ospite e presentatore, ma soprattutto come fan e spettatore, c’era anche lo chef Massimo Bottura, uno dei più rinomati cuochi italiani, che ha avuto il compito di aprire la serata, dopo l’introduzione del sindaco Matteo Ricci, e che ha rivelato di essere un grande appassionato di Patti Smith sin dall’adolescenza. Prima dell’esibizione della Sacerdotessa del rock, inoltre, c’è stata anche quella degli allievi dell’Accademia rossiniana “Alberto Zedda” che hanno eseguito alcune arie composte da Rossini e selezionate proprio dall’artista statunitense.

E dopo il concerto una straordinaria performance regalata al personale del ristorante Nostrano.