Rotnei Clarke ( Foto Ciamillo-Castoria/Alfredo De Lise)
Rotnei Clarke ( Foto Ciamillo-Castoria/Alfredo De Lise)

Avellino, 15 aprile 2018 – Regge appena lo stretto necessario, e cioè una decina di minuti, Pesaro contro Avellino.

La partita finisce 103 a 81, ma poteva anche andare peggio per la formazione di Galli anche perché la formazione campana, arrivata anche a 27 punti di vantaggio ha poi mollato un po’ e nel finale la formazione pesarese si è riavvicinata.

Partita non partita anche perché la differenza tecnica tra le due formazioni è abissale: una gioca anche a livello europea e l’altra, cioè Pesaro, sta cercando di dimenarsi per riuscire a non retrocedere.

E tutto ciò ha pesato tantissimo ad iniziare nella lotta sotto i tabelloni dopo la strapotenza dei locali ha marcato fortemente questo settore.

Va poi detto che Rich, il giocatore di punta della formazione dell’ex Sacripanti, è stato spesso tenuto in panca, soprattutto quando l’incontro era ormai cotto, per cui tutti non vedono l’ora che arrivasse la fine per andare sotto la doccia.

Brutto colpo per la formazione di Galli, ma la sconfitta era messa nel conto anche se non in questi termini. Ora per i biancorossi il passo importante sarà quello di domenica prossima quando al palasport scenderà Cantù: partita assolutamente da non perdere per sperare nella salvezza.

Ad Avellino, dopo un inizio fulminante di Clarke ed il buon match di Mika, si sono salvati in pochi. Anche Braun è stato subito messo in condizioni di non nuocere tanto che gli è stato appiccicato addosso un uomo, proprio per evitare che potesse fare danni. In una guerra tra giganti sparito dai radar anche Omogbo.