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30 apr 2022

"Chiuderò la carriera con questa maglia"

Carlos Delfino a cuore aperto: "A Pesaro l’energia per il basket è nell’aria, ora che siamo salvi giochiamo per il piacere della sfida"

Carlos Delfino al tiro: il capitano viaggia a 12 punti di media (con il 36% da tre) e 4,5 rimbalzi in 27’ di media
Carlos Delfino al tiro: il capitano viaggia a 12 punti di media (con il 36% da tre) e 4,5 rimbalzi in 27’ di media
Carlos Delfino al tiro: il capitano viaggia a 12 punti di media (con il 36% da tre) e 4,5 rimbalzi in 27’ di media

"Non so ancora quanto giocherò, sono rimaste poche caramelle nel barattolo, ma sicuramente la mia ultima squadra sarà la Vuelle". Si è raccontato a cuore aperto Carlos Delfino alla vigilia di quella che potrebbe essere l’ultima partita casalinga o forse, chissà, il trampolino per lanciarsi verso il prolungamento della stagione. Lo ha fatto nella trasmissione "Insieme a canestro" che giovedì sera ha fatto registrare ascolti record su Rossini tv. I tifosi stravedono per l’argentino, ma pure lui ha dichiarato apertamente il feeling nato con un ambiente che gli calza a pennello.

"Mi sono innamorato di Pesaro perché qui sento un’energia speciale, si respira pallacanestro ad ogni angolo: mi fermano al campetto davanti a casa, dove vado a tirare con mio figlio, ma anche quando vado dal pescivendolo. Anche chi non viene al palas è comunque infomato, quindi sei immerso tutto il giorno in un posto che sa perfettamente chi sei: questo fa molto piacere".

Tanto che, quando in estate Repesa se ne andò, decise di restare e rivela anche un particolare.

"Per il rapporto che ho con Jasmin, mi sono permesso di dirgli che ha sbagliato ad andare via. Lui voleva portarmi a Bologna con sè, ma non me la sono sentita, anzi ho firmato un biennale con la Vuelle. E’ vero che siamo molto legati, ma in vent’anni di carriera ho giocato per lui tre stagioni".

La stima che ha per Banchi è molto alta: "Mi tolgo il cappello per Luca. Ha preso una squadra non solo senza risultati ma senza identità e l’ha portata a lottare per i playoff: gli sono grato, perché non volevo che questa stagione fosse triste come avevamo cominciato, nel caso sia l’ultima. Il contratto ce l’ho, sono un cavallo da cosa e non riesco ancora a vedermi in un ruolo diverso dal giocatore. Ormai a questo punto della mia vita non gioco più per soldi, per guadagnarmi da vivere, ma per il piacere di farlo, per passione".

E’ fiero dei suoi compagni: "Come capitano potevo votare per gli awards della Lega e ho indicato Moretti nella lista del giocatore rivelazione: Davide sta facendo cose eccellenti, mi piace perché ha personalità: ha sfruttato l’occasione quando abbiamo ceduto Larson ma che maturasse così tanto non era così scontato. La svolta per noi è stato l’arrivo di Mejeris: capisce il gioco, aiuta Jones, ha mestiere. Da quando è qui abbiamo perso solo due partite, con Brescia e Virtus".

Domenica contro Venezia non guarda alle difficoltà del match ma all’entusiasmo di giocarlo: "Finché non eravamo salvi era come giocare con uno zainetto sulle spalle, adesso la pressione è sparita e dentro lo zaino è rimasta solo la gioia. Giocare per vincere, senza altri pensieri, è molto più divertente: questa è la parte più bella dell’anno, quella dove vuoi prolungare la stagione per il puro piacere della sfida". Come si fa a non rimanere stregati da un personaggio del genere? Domenica bisognerebbe venire al palasport anche solo per applaudire un simile campione.

Elisabetta Ferri

© Riproduzione riservata

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