Luca Marini, vittoria in Thailandia in Moto 2 (Ansa)
Luca Marini, vittoria in Thailandia in Moto 2 (Ansa)

Pesaro, 7 ottobre 2019 - L'avevamo attesa con speranza, convinti che la chiusura in perentorio crescendo della stagione scorsa gli avrebbe messo subito le ali alle gomme in avvio del 2019. E invece per rivedere Luca Marini sul gradino più alto del podio della Moto2 abbiamo dovuto aspettare questo gran premio di Thailandia. Vittoria perentoria e indiscutibile, oltre due secondi sui suoi inseguitori e dunque conferma di un talento a sua volta indiscutibile.

Chiuso nelle retrovie il “grande vecchio” della MotoGp, i palpiti stanno arrivando a sprazzi dai nostri piloti: il più costante Arbolino e l’alterno Fenati in Moto3, il più atteso proprio Luca Marini in Moto2. Questa vittoria imprime una spinta alla sua stagione che non è certo da buttare via (3 podi, 6° posto in classifica). Il fatto è che arriva a sole quattro giornate dalla fine e il distacco in classifica è sostanziale anche se non matematicamente definitivo (224 contro 151, con i cinque intermedi più a portata di mano).

E poi va detto che chi scrive le storie dei motori lo fa proprio bene: a sbarrare definitivamente la strada a suo fratello “Vale” nella MotoGp c’è un tale che si chiama Marc Marquez; a tenere lo scettro del primato in Moto2, e senza dare l’impressione di volerlo mollare nonostante la non brillante prova di ieri, c’è un altro fratello, un certo Alex, questa volta fratello di Marc. Tranne i podi (3 contro 5) i dati statistici di Luca in questa stagione sono già migliori rispetto a quelli definitivi del 2018 (6° in classifica invece che 7° con 151 punti anzichè 147).

Ma questo non basta per tenerlo nelle zone calde della graduatoria e dei valori. Inoltre questa vittoria che gli ridà respiro e speranza arriva dopo quasi un anno dalla precedente ed è chiaro che Luca, ottimo pilota e ragazzo intelligente, sa che deve mantenere una continuità di risultati più concreta e visibile per guadagnarsi il posto di candidato al titolo, come si augurano lui, il suo team VR46 e tutti gli appassionati che sperano di trovare in lui un erede o comunque un continuatore delle gesta di suo fratello.

Adesso il calendario prevede tre gare in estremo oriente – Giappone, Australia, Malesia – prima della classica sfilata finale a Valencia. Per concludere di nuovo in crescendo anche quest’anno e risalire le graduatorie, Luca dovrebbe entrare in apnea da oggi per riprendere a respirare a Valencia. Le possibilità di arrivare molto più in alto ci sono tutte. La Thailandia lo ha dimostrato.
f.b.