I nomi sul tavolo – ma la rosa sicuramente sarà ancora più ampia – sono un paio: Baldi Rossi, mentre Filloy si starebbe allontanando. Nelle ultime ore si è fatto anche il nome di Michele Vitali, forse l’uomo di maggior talento finito nel mirino della dirigenzia biancorossa fino a questo momento. Ma è tutta aria compressa fino a quando non si ricevono i contratti firmati. E l’unico giocatore che i tifosi rivedranno è Zanotti, della rosa dello scorso anno, che ha firmato un biennale. Nei giorni scorsi, intanto Repesa, ha dato una ‘guardata’ ad alcuni cuccioli delle...

I nomi sul tavolo – ma la rosa sicuramente sarà ancora più ampia – sono un paio: Baldi Rossi, mentre Filloy si starebbe allontanando. Nelle ultime ore si è fatto anche il nome di Michele Vitali, forse l’uomo di maggior talento finito nel mirino della dirigenzia biancorossa fino a questo momento. Ma è tutta aria compressa fino a quando non si ricevono i contratti firmati. E l’unico giocatore che i tifosi rivedranno è Zanotti, della rosa dello scorso anno, che ha firmato un biennale. Nei giorni scorsi, intanto Repesa, ha dato una ‘guardata’ ad alcuni cuccioli delle giovanile della Vuelle per farsi un’idea. "E’ un uomo molto esigente soprattutto con i giovani", dice Santi Puglisi che Repesa lo conosce bene perché ci ha passato assieme quattro anni dal 2002 al 2006 con uno scudetto conquistato alla Fortitudo. "Non lo definirei il classico allenatore slavo, un duro. Perché è una persona molto intelligente con una mentalità elastica".

Un’avventura a Pesaro con tutto quel medagliere che si ritrova, non è un possibile rischio?

"Sicuramente è un tecnico che non deve dimostrare nulla perché in carriera ha vinto dieci campionati ed ha vinto una decina tra coppe e coppette. Quindi

non è certamente uno che ha paura di mettere a repentaglio la sua carriera".

Quali le motivazioni allora?

"Sicuramente è uno che arriva alla Vuelle non certamente per soldi. Diciamo invece che è un uomo a cui piace l’Italia: è stato prima a Bologna, poi a Roma e quindi a Milano. Ora sceglie Pesaro anche perché è una città di mare".

Si diceva che volesse portarsi dietro il figlio...

"Ma, non credo proprio perché il figlio ha vinto lo scorso anno lo scudetto con il Praga e gli hanno anche offerto di allenare la nazionale Ceka. A questa storia onestamente non ci ho mai creduto".

Tra le cose che dicono di Repesa c’è anche questa: difficile imporgli delle scelte. Vero?

"Sicuramente è un tipo di allenatore a cui non metti il guinzaglio al collo. Non è il tipo e non se lo fa mettere da nessuno, chiunque sia".

In panchina?

"Una volpe argentata lo potrei definire".

Possibile che possa prendere qualche giocatore di scuola slava?

"Diciamo che sono tipi di giocatori che offrono maggiore sicurezza, così come anche i lituani. Con gli americani il tasso di rischio aumenta. Mi ricordo che a Pesaro tutti gli agenti ci offrivano giocatori americani aggiungendo che se non avessimo subito firmato sarebbero andati il giorno dopo al Barcellona. Ad un certo punto ho sbottato: ‘ma da quanti giocatori è formata la rosa del Barcellona?‘".

L’ultima volta che ha parlato con Repesa?

"Qualche giorno prima che arrivasse a Pesaro. Ci siamo sentiti per telefono e abbiamo parlato del più e del meno. Adesso lo rivedrò dopodomani per la presentazione sia sua che dello sponsor Beretta a villa Cattani Stuart".

Intanto il governo ha bocciato la defiscalizzazione del 50 per cento delle sponsorizzazioni.

m.g.