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16 giu 2022

Rossoni: "Per la Vis la porta è sempre aperta"

L’ex biancorosso, 34 gare con la Fermana: "Sassarini è un grande, mi piacerebbe tanto tornare, il centro sportivo è fondamentale"

16 giu 2022
Stefano Rossoni nato calcisticamente nella Vis e in C con la Fermana
Stefano Rossoni nato calcisticamente nella Vis e in C con la Fermana
Stefano Rossoni nato calcisticamente nella Vis e in C con la Fermana
Stefano Rossoni nato calcisticamente nella Vis e in C con la Fermana
Stefano Rossoni nato calcisticamente nella Vis e in C con la Fermana
Stefano Rossoni nato calcisticamente nella Vis e in C con la Fermana

"La mia porta per Pesaro è sempre aperta". Stefano Rossoni, 25 anni, viene da una retrocessione con la maglia della Fermana. Pesarese doc, il terzino destro ha indossato la casacca della sua città per cinque stagioni e non nasconde la voglia e il piacere di poterla rivestire. Anche perché, con il nuovo tecnico Sassarini, ha già passato un’annata in biancorosso. E quando ha saputo la notizia "gli ho mandato un messaggio. Siamo rimasti in buoni rapporti".

Rossoni, 34 presenze ma la Fermana è retrocessa. Come mai questa annata negativa?

"Quando le annate cominciano con un esonero dopo quattro giornate e un altro ancora prima dalla fine significa che ci sono stati dei problemi in generale. Ognuno ci ha messo del suo e si deve assumere le proprie responsabilità, compresi noi giocatori".

Cinque stagioni alla Vis Pesaro. Cosa ricorda di quegli anni?

"Come ho sempre detto, Pesaro è la mia casa. Esordire da pesarese e giocare per la squadra della città non capita tutti i giorni. Vado fiero di questo. Ho vissuto tutte le sfaccettature con la maglia della Vis".

Un campionato vinto all’ultima giornata, nella stagione 1718. Il suo anno più bello?

"L’anno con più emozioni. Vincere un campionato non capita tutti i giorni. Farlo in quel modo, con l’attesa di notizie da Avezzano a partita finita e il cuore a mille è stata un’esplosione. Nel gruppo eravamo tutti amici. Un campionato di sofferenza con la giusta paga per tutto quello che avevamo fatto".

Ha giocato da titolare anche i playoff nella stagione 1617 con mister Sassarini. Qual era il suo rapporto con il tecnico?

"Il mister è un malato di calcio. Uno che studia e guarda video di continuo. Ci tiene tanto al lavoro che fa. Il rapporto è sempre stato ottimo. Anche se non giocavo aveva sempre parole per me. Non faceva distinzioni tra titolari e panchinari. Era sempre lì a spronarti, caricandoti e facendoti sentire importante. La vittoria dei playoff è stata qualcosa di magico".

Cosa ne pensa del suo ritorno sulla panchina della Vis?

"Non me l’aspettavo per niente. Appena l’ho saputo sono rimasto sorpreso. Gli ho mandato un messaggio. Siamo rimasti in buoni rapporti. Sono contento per lui. Per la Vis penso sarà un bell’anno dove potersi divertire".

Lei invece, a Pesaro e in biancorosso, ci tornerebbe?

"La mia porta per tornare a Pesaro è sempre aperta. Fare i professionisti nella mia città non capita tutti i giorni. Se ci dovesse essere la chiamata la prenderei sinceramente in considerazione. Mi piacerebbe tanto. Stiamo a vedere cosa succede".

Lavori al centro sportivo e rifacimento del settore Prato. Difficile trovare progetti migliori...

"Assolutamente. Non succedono tutti i giorni queste cose. Vorrei dire un particolare di quando ci eravamo salvati in D. Per non usare il Benelli ci allenavamo dietro alla porta, tra le buche. Sono contento che la Vis possa avere un proprio centro sportivo dove i giovani possano crescere".

Nicholas Masetti

© Riproduzione riservata

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