Dopo tre mesi e mezzo di assenza forzata da Covid-19 e da blocco agli spostamenti fra regioni, il presidente della Vis Mauro Bosco torna oggi a Pesaro: "Finalmente – sorride il 41enne imprenditore napoletano – possiamo cominciare a programmare la nostra ripartenza dal Coronavirus". Manca l’ufficialità del Consiglio Federale di lunedì, ma i tempi sono già maturi per guardare avanti. La Vis si sente infatti ormai al riparo dal rush finale di una Serie C che richiamerà in campo solo chi gravita in zona...

Dopo tre mesi e mezzo di assenza forzata da Covid-19 e da blocco agli spostamenti fra regioni, il presidente della Vis Mauro Bosco torna oggi a Pesaro: "Finalmente – sorride il 41enne imprenditore napoletano – possiamo cominciare a programmare la nostra ripartenza dal Coronavirus". Manca l’ufficialità del Consiglio Federale di lunedì, ma i tempi sono già maturi per guardare avanti. La Vis si sente infatti ormai al riparo dal rush finale di una Serie C che richiamerà in campo solo chi gravita in zona playoff e playout: "Ben venga il responso di lunedì che aspettiamo da tanto e che metterà la parola fine alla nostra stagione – dice Bosco – ma mi auguro che già da martedì si ragioni concretamente sulle riforme; non si può programmare un nuovo campionato senza sapere in tempi utili se ci aspetta un format diverso alla fine dell’anno (vedi le ipotesi di B a 40 squadre o C d’élite nel 2021-22, ndr) così come ci serve conoscere in tempi celeri le norme sul minutaggio degli under, sui criteri dei prestiti dei giocatori e i parametri per l’iscrizione". Intanto la proprietà che fa i conti con le perdite dei mancati incassi di sei gare al Benelli, riparte col conforto del Fondo Salva-Calcio istituito dalla Figc che spartirà 5 milioni di euro fra i 60 club di Lega Pro: "Una boccata d’ossigeno ragionata in ottica di sistema con una ripartizione uniforme di risorse – analizza Bosco –. Se la Vis rispetto ad altre squadre non sarà chiamata a tornare in campo a giugno, ciò non toglie che dovremo farlo qualche settimana dopo e sicuramente non lo faremo con un vaccino. Immagino che anche noi dovremo adeguarci almeno a parte dei protocolli sanitari che si applicano ora. Il fondo ci darà una mano a lenire le ferite di un campionato chiuso in perdita e a prepararci a un nuovo campionato che inizierà ugualmente in perdita. È ragionevole credere che anche il 2020-21 inizierà o con gli stadi a porte chiuse o con un’affluenza limitata al 15-20% di spettatori in rispetto del distanziamento sociale". In una Serie C che invocava aiuti da mesi, di misure assistenziali si sono fin qui concretizzati il fondo Salva-Calcio e la cassa integrazione (che l’Inps tarda ancora ad attivare) per i tesserati stipendiati sotto i 50mila euro lordi. "Sulla defiscalizzazione c’è invece molta strada da fare – conclude Bosco – ma il provvedimento che manca, e che reputo il più importante, è il beneficio dei crediti d’imposta per chi sponsorizza lo sport. E’ fondamentale a tenere le imprese del territorio vicine al calcio in un momento così delicato".

Daniele Sacchi