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3 mag 2022

Vis, media inglese giù E un finale da incubo

Quest’anno più punti rispetto alle squadre di Colucci, Pavan e Di Donato. Ma c’è un -21 nella differenza reti, con cinque sconfitte su sette alla fine

L’ultimo atto di un campionato a tratti contraddittorio: squadra mai in zona playout, ma quasi ultima alla voce gol segnati e subiti
L’ultimo atto di un campionato a tratti contraddittorio: squadra mai in zona playout, ma quasi ultima alla voce gol segnati e subiti
L’ultimo atto di un campionato a tratti contraddittorio: squadra mai in zona playout, ma quasi ultima alla voce gol segnati e subiti

Molto più della tattica, conta la strategia, va ripetendo Arrigo Sacchi. La strategia, intesa come proposta di gioco, è stato il

grande limite della Vis edizione 2021-22. Anche quando una classifica rassicurante avrebbe consentito maggiori slanci. Lo ha detto anche patron Bosco: "Io non ho visto calcio spettacolo quest’anno".

Che Vis è stata quella di Banchini? Per alcuni versi è stata la migliore degli ultimi anni: quota 45 è superiore ai 42 punti di Colucci, ai 41 della gestione Galderisi-Di Donato o alla media punti di Pavan (1,04) nella stagione zoppa 2019-20. Idem per il piazzamento: 11° posto, contro le salvezze sofferte delle precedenti stagioni, tutti piazzamenti compresi tra 14° e 15° posto. Per altri versi è stata la peggiore, con quel clamoroso - 21 di differenza reti, ben distante dalle due stagioni precedenti (- 16 e - 15) e lontanissimo dalla Vis di Colucci (- 2) che aveva segnato pochissimo (29) ma aveva chiuso con la miglior difesa (31), quasi

la metà dei gol incassati nel campionato concluso (56). Quella squadra mostrava grande organizzazione difensiva, ma anche lampi di qualità davanti. Quella di Pavan non si è fatta certo ricordare per la cifra stilistica, Galderisi è durato poco senza dare identità, Di Donato ha preso batoste fino a trovare quadratura, spinta e soddisfazioni, vedi alcune vittorie di prestigio. E qui si apre una parentesi delicata, quella delle sfide più sentite: la Vis di Colucci è ricordata anche per la vittoria nel derby col Fano, quella di Galderisi-Pavan addirittura ha fatto il pieno contro Cesena e Samb. La Vis di Banchini ha chiuso con la sconfitta più clamorosa e dolorosa nel derby con l’Ancona. Ma ha chiuso male in genere, perché subito prima c’era stata Imola e perché ha perso 5 delle

ultime 7.

La grande delusione è anche per il traguardo mancato: per un punto la Vis perse la cappa, ovvero la partecipazione ai playoff mai raggiunti a questi livelli. Lungi dal coltivare ambizioni in proposito, sarebbe stato comunque un piccolo vanto. E la certificazione del passo avanti, anche in termini di mentalità. Non che questa Vis abbia difettato in carattere. Quello spirito l’ha tenuta a galla in tante situazioni, prova ne siano le 9 vittorie di misura, le tante rimonte, i 14 punti ottenuti in zona Cesarini. Di contro, è emersa la difficoltà a fare la partita. Vedi le sole 14 reti segnate nel primo tempo (solo Carrarese e Grosseto hanno fatto peggio) e l’enormità di 15 reti incassate nel primo quarto d’ora.

Banchini è stato comunque coerente con i suoi principi, con rare varianti sul 3-5-2 di base. Anche perché ogni qualvolta ha provato ad osare, è stato indotto dai risultati a più miti consigli. Colpa anche della struttura di squadra: difensori poco propositivi, centrocampo senza incursori, attacco poco mobile e male assortito. La retroguardia ha pagato anche il difetto di centimetri, vedi i 21 gol incassati su palla inattiva. Tutte evidenze da tenere in considerazione in sede di prossimo mercato.

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