ACCADONO cose strane, ormai. Il politicamente corretto ha preso il sopravvento e si tende a dimenticare che non tutti ne sono effettivamente irretiti. Nelle scorse settimane, la Camera ha deciso di restituire «l’onore militare» ai circa mille disertori fucilati durante la Prima Guerra mondiale. Si è dunque smarrita la differenza tra chi muore per servire la Patria e chi muore cercando di sottrarsi al proprio dovere: probabile che i familiari degli oltre 600mila militari italiani caduti in quella guerra non abbiano gradito. Peggio per loro, il politicamente corretto non ammette deroghe né esitazioni. Del resto, la presidente della Camera, Laura Boldrini, caldeggia una proposta di legge che intende trasformare le Forze armate in «Difesa civile non violenta». Ma la Boldrini, si sa, è una “pacifista”. Non si sapeva, né si poteva immaginare, che lo fosse anche il ministro della Difesa. Ora lo sappiamo: Roberta Pinotti ha infatti chiosato la parata del 2 giugno equiparando i soldati in armi ai «giovani del Servizio Civile». Il ministro non ha certo pensato che tale retorica potesse offendere chi veste una divisa e rischia di conseguenza la vita per lo Stato. Non ci ha pensato perché, nell’epoca in cui le guerre vengono ipocritamente chiamate “missioni di pace”, è realmente convinta che tutti la pensino come lei.

E CHI DISSENTE è un bieco ‘fascista’. Si tratta di un pregiudizio, ma ha il candore e la pretesa d’una verità rivelata. Nei giorni scorsi, a Bologna, i vertici del Pd cittadino hanno scritto una lettera al prefetto chiedendogli, anzi, intimandogli, di vietare una veglia anti­abortista organizzata dal comitato referendario No194. A scanso di equivoci: se domani si svolgesse un referendum per abrogare la legge 194, quella che, con opportune limitazioni, legalizza l’aborto, chi scrive non vi prenderebbe parte, o voterebbe in difesa della 194. Tuttavia, sappiamo che molti italiani considerano l’aborto al pari di un crimine contro l’umanità. Se alcuni di loro vogliono riunirsi per una preghiera pubblica in difesa del proprio ideale, che male c’è? Perché considerarla, come hanno fatto i vertici bolognesi del Pd, «una manifestazione che offende la cittadinanza»? Solo nelle ultime settimane, a Bologna hanno manifestato zingari, occupanti di case, giovani ribelli dei centri sociali. E nel Pd nessuno si è sognato di chiedere l’intervento del prefetto. Per gli antiabortisti, invece, si invoca il divieto. Si dice che il mondo sia bello perché è vario, ma la varietà di opinioni non piace agli adepti del politicamente corretto. Sono ‘Democratici’, democraticamente calati nel ruolo di guardia di ferro della correttezza politica e di conseguenza pronti a negare il diritto di parola a chiunque se ne discosti. Accadono cose strane, ormai. E non ci si fa più neanche caso.

di Andrea Cangini