Ferrara, 18 gennaio 2021 - "Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista". Sono parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pronunciate alla Camera durante il discorso in cui chiede la fiducia per porre fine alla crisi di Governo. Parole che un liberale come Vittorio Sgarbi (video), tuttavia, non intende raccogliere.

“Sta succedendo qualcosa di drammatico e ridicolo”, replica il deputato ferrarese del gruppo Misto intervenendo dopo il premier. Poi cita il tema della riconoscenza di Guicciardini: “Conte è un bravo ragazzo, cantava Salvini quando qualcuno dubitava di lei. Poi quando Salvini se n'è andato, noi pensavamo che se ne andasse con lui, invece con un numero acrobatico è rimasto sostituendo se stesso e poi sostituendo la Lega con il Pd: l'Italia dei due Matteo”.

E conclude: “Ora chi l'ha voluto, Matteo Renzi, non lo vuole più, non è un paradosso? Lei continua a rimanere, complimenti! Lei rimane e l'Italia se ne va”.

Fuori dall'Aula commenta con i cronisti: "La mossa dell'astensione compatta il gruppo di Renzi e abbassa la soglia della maggioranza, Conte esce azzoppato, quindi avrebbe buona ragione ad andare al Quirinale" "E il Quirinale - prosegue - avrebbe buona ragione a cambiare tutti i ministri".

L'arringa va avanti su Facebook, dove Sgarbi prende di mira il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, già capo politico del Movimento 5 Stelle. “Per la serie: dire una cosa e farne un’altra”, attacca il critico d'arte. “Cosa sono i “costruttori” (vocabolo figlio della propaganda governativa) se non dei voltagabbana?”. Il mirino polemico punta sull'incoerenza del politico pentastellato, reo di usare due pesi e due misure a seconda che la sua forza politica tragga o meno giovamento dalle transumanze parlamentari.