Bologna, 5 marzo 2018 - La giornata è di quelle epocali. La 'rossa' Emilia Romagna ha voltato faccia: per la prima volta, infatti, la regione passa al Movimento 5 Stelle come primo partito - che balza al 26,9% - e al centrodestra come coalizione (33,4% contro il 30,5% del centrosinistra).

Una debacle che scuote i palazzi del potere Pd fin dalle loro fondamenta, lascia attoniti i dirigenti, affranti gli storici elettori e galvanizzati i nuovi vincitori. Un ribaltone in parte atteso, anzi forse più temuto e paventato, che ora diventa drammatica realtà per un partito abituato a contare su uno zoccolo duro creduto eternamente inossidabile che oggi, invece, si è svegliato arrugginito e schiacciato da un meno 11% rispetto alle politiche del 2013. Un dato ancora più pesante se si pensa che a livello nazionale la flessione è stata molto più clemente.

Il M5s è dunque il primo partito in Emilia Romagna per un differenza di 13mila voti, non tanti ma abbastanza per segnare lo storico sorpasso. Il confronto è ancora più impietoso se si prendono altre tornate elettorali dove il Pd aveva raggiunto risultati migliori, come le regionali del 2014 (-18%) o le Europee del 2014 (-26%, esattamente la metà). Il dato ancor più preoccupante, soprattutto in vista delle elezioni regionali che dovrebbero svolgersi fra un anno e mezzo, è lo storico sorpasso della coalizione di centrodestra, mai avvenuto nemmeno nelle precedenti vittorie del centrodestra, di ben 3 punti percentuali.

All'interno del centrodestra, balza subito agli occhi l'avanzata della Lega che si attesta intorno al 19,4%: un dato ha il sapore dell'impresa soprattutto se confrontato con quello di 5 anni fa quando il Carroccio aveva portato a casa il 2,6%. Forza Italia, come nel resto del Paese, si ferma molto sotto: intorno al 10%.

Male a sinistra: LeU a livello regionale si ferma al 4,7% con poco più di 110mila voti (va un po' meglio sulla pizza bolognese dove il nome di Errani ha richiamato l'8,6%).

Nel Pd, Pier Ferdinando Casini, è stato eletto al Senato, Errani lontanissimo. A Ferrara sconfitto il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nell'uninominale della Camera, il ministro è anche capolista per un collegio plurinominale nella sua regione, quindi siederà comunque nei banchi di Montecitorio.

Conquistano il proprio seggio alla Camera Beatrice Lorenzin a Modena e Graziano Delrio a Reggio Emilia. Cade anche un altro ministro, Claudio De Vincenti, candidato in Emilia Romagna. Al Senato perde il confronto diretto l'ex portavoce di Romano Prodi, Sandra Zampa. A Rimini il centrodestra fa l'en plein: la leghista Elena Raffaelli vince la sfida per la Camera con oltre il 35,1% (59mila voti circa) sui Giulia Sarti del M5s che si piazza poco dietro con il 32,4%. 

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SEGGI - Complessivamente nei collegi dell'uninominale è un sostanziale pareggio tra centrosinistra e centrodestra in Emilia Romagna. Pd e alleati hanno conquistato nove seggi alla Camera e quattro al Senato (quindi 13) contro gli otto e quattro (quindi 12) della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia. Dove il centrosinistra ha fatto l'en plein nei collegi è nel bolognese, con l'eccezione di Sandra Zampa sconfitta tra Imola e Ferrara.

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SENATO: Il centrodestra è nettamente la prima forza in Emilia-Romagna con una percentuale intorno al 33,4% e stacca il centrosinistra, fermo poco sopra al 30%. Boom anche del M5s che è attorno al 27%, mentre Liberi e Uguali non supera 5%. Nel voto di lista, il M5s è il primo partito attorno al 27%, davanti al Pd, fermo al 26%. La Lega doppia Forza Italia: 20% contro il 10% circa.

CAMERA: Anche qui i dati sono simili: stessa svolta epocale, stesso debacle del Pd: il centrodestra è al 33% (con la Lega al 19,2% e Forza Italia al 10%), il centrosinistra è poco sopra aal 30% (con il Pd fermo al 26,3%) e il M5s sopra al 27%. Leu si arresta al 4%.

AFFLUENZA: Il dato definitivo dell'affluenza alle 23 in Emilia Romagna è al 78,27%, in calo rispetto alle precedenti politiche quando votarono l'82% dei votanti. La provincie che hanno superato la soglia del 79% sono state Forlì-Cesena (79,29), Modena (79,53), Ravenna (79,19) e Reggio Emilia (78,99). Ecco le altre percentuali: Bologna (78,56), Ferrara (78,34), Parma (75,23), Piecanza (75,60) e fanalino di coda Rimini con il 77,06%.

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