Elezioni comunali 2020, si vota il 20 e 21 settembre
Elezioni comunali 2020, si vota il 20 e 21 settembre

Bologna, 17 settembre 2020 - È imminente la chiamata al voto per oltre 3,3 milioni di emiliano-romagnoli (1,7 milioni di donne e 1,6 milioni di uomini): domenica 20 e lunedì 21 settembre è in programma, infatti, il referendum confermativo del testo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari di Camera e Senato. Nelle stesse giornate, gli elettori di 15 comuni della regione sono convocati per le elezioni comunali 2020: saranno chiamati a scegliere i sindaci e a rinnovare i consigli comunali.

Leggi anche Amministrative, le sfide principali in Emilia Romagna

Elezioni comunali 2020, quando e dove si vota

Al voto quasi 180mila elettori, residenti in otto province: non si vota in nessun comune della provincia di Rimini. I seggi, suddivisi in 223 sezioni, sono aperti domenica 20 settembre, dalle 7 alle 23, e lunedì 21 settembre, dalle 7 alle 15: le operazioni di scrutinio avranno inizio martedì 22 settembre 2020, alle ore 9.

Si voterà in cinque comuni con popolazione legale superiore ai 15mila abitanti, con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Si tratta di Imola (Bologna), Faenza (Ravenna), Bondeno e Comacchio (Ferrara) e Vignola (Modena). L’eventuale turno elettorale supplementare di ballottaggio si terrà domenica 4 e lunedì 5 ottobre 2020.

Gli altri comuni al voto sono in provincia di Forlì-Cesena, Verghereto; in provincia di Modena, Montese; in provincia di Parma, Fontevivo, Palanzano, Pellegrino Parmense, Soragna e Varano de’ Melegari; in provincia di Piacenza, Ferriere; in provincia di Reggio Emilia Canossa e Luzzara.

Chi vota

Hanno diritto di voto i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali che hanno compiuto il 18° anno di età entro il 20 settembre 2020. L'elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del comune di residenza.

Elezioni  amministrative 2020, come si vota nei Comuni sopra i 15mila abitanti

Si vota su una sola scheda, nella quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e, sotto ciascuno di essi, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano. Tre le possibilità di voto: si può tracciare un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest'ultima appoggiato; oppure si può tracciare un segno sul simbolo di una lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto ‘voto disgiunto’; infine si può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco, votando così solo per il candidato sindaco e non per la lista o le liste a quest'ultimo collegate.

Ogni elettore può altresì esprimere, nelle apposite righe affiancate al simbolo della lista, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza.

È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare il 4 e 5 ottobre per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio). Al secondo turno viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.



Come si vota nei Comuni sotto i 15mila abitanti​

Si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco sia i consiglieri comunali. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato sindaco, con accanto il contrassegno dell'unica lista che lo appoggia.

Il voto si esprime tracciando un segno sul contrassegno della lista o sul nominativo del candidato sindaco. Non è possibile votare per un candidato alla carica di sindaco diverso da quello collegato alla lista. I voti conseguiti dal candidato alla carica di sindaco sono attribuiti alla lista ad esso collegata.

Per i comuni inferiori ai 5.000 abitanti si può esprimere la preferenza per un candidato al consiglio comunale, scrivendo il cognome nella apposita riga affiancata al simbolo della lista.



Per i comuni compresi tra 5.000 e 15.000, si possono esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale. Nel caso siano due, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza.

Viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti tra due candidati si tornerà a votare per questi ultimi il 4 e 5 ottobre (ballottaggio). Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano.

Una volta eletto il sindaco viene anche definito il Consiglio: alla lista che appoggia il sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

​Le misure anti-Covid​

Per le elezioni del 20 e 21 settembre scatteranno le misure di sicurezza sanitaria legate all’emergenza Covid-19. Su questo è stato sottoscritto dal Ministro dell’Interno e dal Ministro della Salute un “Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020”, nel quale sono contenute le indicazioni circa le misure di prevenzione da adottare. Per accedere ai seggi è obbligatorio l'uso della mascherina da parte di tutti gli elettori e di ogni altro soggetto avente diritto all'accesso io (scrutatori e rappresentanti di lista).

Nei seggi che prevedono più sezioni elettorali, al fine di evitare la formazione di assembramenti, deve essere prevista aree di attesa all'esterno.

Al momento dell'accesso nel seggio, l'elettore dovrà procedere alla igienizzazione delle mani con gel idroalcolico messo a disposizione in prossimità della porta. Quindi l'elettore, dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l'identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita, provvederà ad igienizzarsi nuovamente le mani. Completate le operazioni di voto, è consigliata una ulteriore detersione delle mani prima di lasciare il seggio.

Nel corso delle operazioni di voto, occorre che siano anche previste periodiche operazioni di pulizia dei locali e disinfezione delle superfici di contatto, compresi tavoli, cabine elettorali e servizi igienici.

Nei seggi, compatibilmente con le caratteristiche strutturali degli edifici adibiti a seggi elettorali, si dovrebbero prevedere percorsi dedicati e distinti di ingresso e di uscita, chiaramente identificati con opportuna segnaletica.

I locali destinati al seggio devono prevedere un ambiente sufficientemente ampio per consentire il distanziamento non inferiore a un metro sia tra i componenti del seggio che tra questi ultimi e l'elettore. Si deve, però, anche garantire la distanza di due metri al momento dell'identificazione dell'elettore, quando a quest'ultimo sarà necessariamente chiesto di rimuovere la mascherina limitatamente al tempo occorrente per il suo riconoscimento.