Il Movimento 5 Stelle è stato all'opposizione della Giunta Bonaccini (Foto Serra)
Il Movimento 5 Stelle è stato all'opposizione della Giunta Bonaccini (Foto Serra)

Bologna, 7 settembre 2019 - Rischia di non riuscire a presentare una lista alle prossime elezioni regionali emiliano romagnole, il Movimento Cinque Stelle. L’oggettivo ritardo organizzativo accumulato dalla macchina pentastellata e, soprattutto, il trambusto accumulato con il complesso cambio di assetto al Governo, stanno rendendo non semplice questa fase di ripartenza. Sì, bisogna ri-partire, perché la data del voto si avvicina – probabilmente si voterà nella seconda metà di gennaio 2020, forse il 26, il governatore Bonaccini scioglierà le riserve entro due settimane – e il quadro politico è totalmente cambiato. Per ora, il rischio di incontrare grosse difficoltà nel trovare un candidato condiviso è puramente organizzativo. Se poi si dovesse passare a una tentazione politica, è tutto da vedere. Anche se, da quanto filtra, potrebbe essere un’ipotesi da non scartare a priori.

A questo proposito, c’è un dato che sta facendo riflettere il Movimento Cinque Stelle, dopo la formazione del Governo con il Pd e Leu. La metà di coloro che a febbraio aveva votato su Rousseau per ‘salvare’ l’allora ministro Matteo Salvini dal processo per il caso Diciotti, si è espresso martedì a favore del Governo insieme ai democratici. La rottura con la Lega è a quanto pare assai profonda e sentita dall’elettorato M5s. E anche se al momento mancano i flussi riguardanti nello specifico l’Emilia Romagna, terra dove il Movimento ha mosso i primi passi, ma anche ultima riserva del centrosinistra, resta difficile ipotizzare un fuggi fuggi degli elettori verso destra nel caso i Cinque Stelle non presentassero la lista per le regionali. Un’ipotesi questa, al momento. Ma il forte ritardo dei Cinque Stelle è un fatto: manca, al momento, non solo un candidato alla presidenza, ma anche una leadership locale pienamente investita con il compito di mettere in moto la macchina elettorale. E poi, ci saranno le ‘regionarie’ per i candidati? Al momento nessuno lo sa con certezza assoluta. E il tempo passa.

Del resto, è stata proprio l’improvvisa crisi del governo gialloverde a fare saltare l’atteso incontro estivo con Luigi Di Maio, oggi volato verse nuove responsabilità ministeriali alla Farnesina. Soprattutto, come fanno ormai notare gli stessi pentastellati, sarà ben difficile mettere in piedi a questo punto quel progetto di alleanza con le liste civiche che era l’ambizione del gruppo dirigente locale per queste regionali, insieme alla scelta di un candidato ‘civico’ autorevole. Era stato Massimo Bugani, capogruppo del Movimento al Comune di Bologna e ex vicecapo della segreteria di Di Maio a Palazzo Chigi, ad anticipare il tema dell’alleanza con le civiche con un’intervista al Resto del Carlino, un anno fa. Un invito alla riflessione apprezzato dalla base, ma mai sviluppato veramente in chiave emiliano romagnola, complici anche gli scossoni romani. Difficile comunque che alla fine il Movimento non presenti una propria lista, rinunciando alla sua presenza in viale Aldo Moro per i prossimi cinque anni. Men che meno, poi, in nome di una desistenza esplicita (e non semplicemente di fatto) col Pd, in nome dell’accordo di Governo. Anche se, in questa fase convulsa, nulla si può escludere. Di certo, un’alleanza esplicita con il Pd sarebbe giudicata come innaturale dall’elettorato grillino, dopo gli anni di dura opposizione alla giunta Bonaccini.