Luigi Di Maio e Massimo Bugani
Luigi Di Maio e Massimo Bugani

Bologna, 19 novembre 2019 - I consiglieri M5s non convincono Luigi Di Maio. E la lista dei Cinque Stelle alle prossime Regionali si allontana sempre di più. Dall’incontro di ieri a Roma è uscita una fumata sostanzialmente grigia, tendente con decisione al nero. Il leader e capo politico, infatti, si è preso ancora qualche giorno per decidere cosa fare e dato che la richiesta degli eletti del territorio era quella di correre, anche da soli, l’impressione è che alla fine i ‘grillini’ possano veramente scegliere di saltare un giro, come auspicato dal capogruppo a Bologna, Massimo Bugani. Uno scenario che sarebbe clamoroso per la forza attualmente al governo del Paese e più rappresentata in Parlamento, nella regione che li ha visti nascere ed esplodere per prima in Italia. Dunque, l’incertezza regna sovrana.

Tanto che nelle ultime ore si sono diffuse anche voci di possibili liste legate al mondo grillino che potrebbero nascere senza simbolo ufficiale, nel caso arrivasse lo stop da Roma. Nel summit, i consiglieri e gli eletti emiliano-romagnoli hanno portato l’esito delle riunioni nelle province. Un responso praticamente unanime: «I nostri attivisti vogliono correre, il 26 gennaio alle Regionali ci deve essere una lista del M5s». Sul tavolo di Di Maio sono finiti anche una sorta di programma, basato su ambiente e sostenibilità, e probabilmente anche dei potenziali candidati governatori. Tra i nomi che circolano quelli del capogruppo uscente Andrea Bertani, della consigliera bolognese Silvia Piccinini e di Pinuccia Montanari, reggiana di nascita ed ex assessore all’Ambiente della giunta Raggi a Roma.

Di Maio ha ascoltato, ma non ha preso alcuna decisione in un faccia a faccia definito «interlocutorio» e «ricognitivo». Il leader grillino ha chiesto «ancora un paio di giorni», che si preannunciano fitti di incontri e contatti (oltre all’Emilia-Romagna, il nodo riguarda la Calabria). Tuttavia, l’ennesimo rinvio viene interpretato come un passo nella direzione evocata da Bugani che, «pur parlando a titolo personale», aveva auspicato di saltare la competizione del 26 gennaio, per non compromettere la difficile fase di cambiamento che sta attraversando il Movimento ed evitare di misurare il sicuro calo di consensi (i sondaggi danno i Cinque Stelle attorno al 6-8%).

Uno scenario del genere finirebbe per avvantaggiare Bonaccini, dato che il grosso degli ex elettori M5s orientati verso destra hanno già abbracciato la nave salviniana. Il governatore, atteso stasera dal primo confronto con Lucia Borgonzoni (a ‘Carta bianca’ su Raitre), mantiene la porta aperta: «Possiamo vincere con il M5s o senza, ma potrebbero avere la possibilità di guidare una regione importante». Per Bonaccini, la decisione spetta agli stessi Cinque Stelle: «Chiedete a loro cosa faranno, non li ho mai tirati per la giacca. Valutino se c’è spazio per un accordo programmatico, perché io non credo a un’alleanza per sconfiggere qualcun altro anche se mi pare ci siano molte cose che ci uniscono, più di quelle che ci dividono».
 

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