CHE cos’hanno in comune gli esplosivi, il vetro, la ceramica, i farmaci e i microchip? Se lo si domanda a Rodolfo Albini, amministratore unico e fondatore della Air-Tec System di Calderara di Reno, la risposta è semplice: sono polveri, e come tali vanno trasportate. Dal C4 usato per minare le gallerie al silicio che soffieranno i mastri vetrai e dal cacao agli antibiotici, infatti, ciascuno dei prodotti nominati giace, all’inizio, allo stato polveroso ed è proprio per movimentare con efficienza questi preziosi granuli che, nel 1994, è nata un’azienda che fa della tecnica il suo punto di forza.

A dirlo sembra molto complesso, ma in realtà parliamo di tubi d’acciaio e aria compressa.

«Il procedimento è semplice, anche se il settore è poco battuto, e la mia idea, nata 25 anni fa, ha il suo pregio maggiore nella possibilità di applicazione a una varietà pressocché infinita di produzioni. Basta realizzare impianti ad hoc, che, nei più diversi siti produttivi, sollevino le polveri e le convoglino ai macchinari che le lavoreranno, grazie alla forza dell’aria e al nostro know-how».

Quindi, potenzialmente, non c’è cliente che non siate in grado di soddisfare?

«Il punto, se si parla di polveri e miscele, è proprio questo. Spesso, prima di confermare una nuova commessa, ci siamo chiesti se saremmo stati in grado di tarare le nostre macchine su esigenze alle quali non avevamo mai pensato prima e, per questo, abbiamo realizzato una serie di impianti pilota che ci servono per testare le nostre capacità. Se il risultato è positivo, ci mettiamo al lavoro».

Frontiere tecnologiche da valicare quotidianamente, dunque, ma anche frontiere geografiche.

«Nell’ultimo quarto di secolo, il mondo è stato la nostra sola frontiera, se è vero che, oltre agli atomizzati per piastrelle e ceramiche e alle miscele farmaceutiche che trasportiamo per le eccellenze italiane ed europee di questi comparti, movimentiamo cobalto in Sudafrica, caffè in Arabia Saudita, polvere di silicio in Corea del Sud e plastiche per pneumatici a Taiwan».

Quali sono le sfide da affrontare? Su che cosa si misura la vostra efficienza?

«Gli scogli vanno dalla pericolosità di veleni e materiali infiammabili, da trattare con grande cura, alla necessità di contenere quegli sprechi che impianti malfatti moltiplicano in modo drastico. Poi, ci sono il tema della qualità, perché sollevare polveri alimentari rischia di contaminarle, e quello della tutela ambientale, che resta un pilastro del nostro approccio».

Che siate attenti alla pulizia lo si vede anche dando un’occhiata alla sede di Air-Tec System. «Ho sempre creduto che un luogo di lavoro debba mostrarsi sano e curato e, magari, pure colorato.

Per questo ho scelto di affidarne la decorazione a un artista come il bolognese Alessandro ‘Dado’ Ferri, autore dei murales che lo decorano».

Il cervello della ditta, però, resta il laboratorio.

«Sì, e a questo scopo ho appena assunto un giovane fisico che si occupi dei test scientifici, mentre il nostro cuore è l’impianto pilota e le vene, ovviamente, sono i nostri preziosi tubi».