Bologna, 17 aprile 2018 - Prolifico per Bologna il matrimonio tra la lombarda Altea e la bolognese Reno Sistemi, celebrato nel 2012: nella sede di Casalecchio del gruppo di consulenza informatica e system integration, una volta si era specializzati in Microsoft e adesso anche in tutto il resto. Merito della dote di Altea: una federazione di dodici società gemmate dalla prima per assicurare maggiore specializzazione. Tra queste c’è Altea Up, specializzata in Sap (uno dei più noti software di gestione aziendale), 280 dipendenti in totale circa 35 nella sede bolognese, dove è approdata qualche anno fa, subito dopo la nascita.

Roberto Gemma, ad di Altea Up: siete a Bologna solo perché, in fondo, c’era già una sede?

«Siamo a Bologna perché è una città cruciale per molti settori industriali, in una posizione strategica che ci permette di coprire molti territori».

Nei software è ancora così importante essere vicini al cliente?

«È sempre stato importante e oggi è fondamentale, perché da semplici fornitori, per le aziende siamo diventati veri e propri partner di affari».

Fate abiti su misura partendo da un software uguale per tutti.

«Sì, ma non soltanto, perché oggi, con l’avvento del cloud, la richiesta delle imprese non è più quella di una personalizzazione spinta. Il mantra è quello del ‘back to standard’, come dicono gli americani. Un ritorno al valore dello standard di prodotto: un software che lascia invariato il suo cuore e a cui trovare le estensioni giuste per arrivare alle necessità del cliente».

Ma se il sistema è lo stesso, e le estensioni sono già presenti, voi a che servite?

«A conoscere tutte le variabili e capire quali siano le più adatte per ogni settore produttivo, e per ogni azienda. I software di oggi sono come dei Lego: i mattoncini sono infiniti, le possibilità e le personalizzazioni pure. Così la difficoltà non è più realizzare da sé un pezzo, ma capire quali usare per avere la forma che desideri. E in più ci sono funzioni già presenti, che magari non sai neppure ti potrebbero servire e a cosa. Per questo siamo sempre più partner in affari che fornitori di servizi».

Cosa vi chiedono le aziende?

«Velocità, soprattutto. Ora che la ripresa finalmente è arrivata, nessuno vuole perdersi in lungaggini, o subire il freno di un sistema di gestione che vada più lento degli affari. Una lentezza gestionale, se prima dava malumore, oggi è un dramma».

E voi sapete dov’è l’acceleratore?

«Conosciamo bene il motore, il gestionale Sap, e l’ambito produttivo dell’azienda. Quello che serve per portare la macchina al massimo dei giri».

Serve conoscere i mercati, dunque, oltre che i gestionali.

«È da tempo la nostra sfida. Un percorso iniziato nel 2012, quando Altea ha deciso di staccare le singole parti dell’azienda proprio per specializzarsi».

Ha funzionato?

«Lo dicono i numeri: prima della nascita di Altea Up il settore Sap generava 8 milioni di fatturato. Da quando siamo un’azienda autonoma, all’interno della federazione Altea, il fatturato è arrivato a 30,5 milioni, ed è in crescita. La stessa filosofia abbiamo portato al nostro interno: non vogliamo tuttologi né solo sistemisti ma specialisti nei singoli settori produttivi, che sia la farmaceutica, la meccanica, l’automotive. Persone in grado di fornirti un gestionale e dirti come può esserti utile, suggerirti le nuove opportunità di business è in grado di cogliere, quali settori ti permetterà di esplorare, su quali affari puntare. L’obiettivo non è certo vendere un software, ma fare crescere i nostri clienti. Solo così cresciamo anche noi».