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Dlabmed: "La risonanza del futuro" / VIDEO

Premio Mascagni, l'innovazione di Dlabmed: esame in movimento

di GIUSEPPE CATAPANO
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2018 alle 10:04

L’INNOVAZIONE, per la sua rilevanza scientifica, valica i confini bolognesi e anche quelli nazionali. Però è qui, a Bologna, che tutto è cominciato. Dlabmed è un centro medico privato nato in città nel 2015 a partire da un’idea ambiziosa: sviluppare la risonanza magnetica del futuro non più con il paziente immobile, ma in movimento e in piedi. A distanza di tre anni «la missione può dirsi compiuta» premettono Giulia Boccanera (presidente del CdA), Vittoria Lauro (direttore sanitario) e Michele de Vito Piscicelli, tre dei soci di Dlabmed. Missione compiuta, ma mission tutt’altro che esaurita. Ambiziosi sono anche i progetti per il futuro.

Un passo indietro. Come siete arrivati alla risonanza magnetica in movimento? «L’idea iniziale era quella di provare a rivoluzionare la diagnostica a Bologna, passando da un esame statico a un esame in movimento. Il concetto chiave sta in una considerazione iniziale: le patologie muscolo-scheletriche vengono studiate con il paziente immobile, ma il dolore spesso viene avvertito da una persona quando si muove. Così abbiamo cominciato un percorso lungo che, dopo circa un anno e mezzo di ricerca, ci ha portato a definire in maniera ottimale una nuova metodica diagnostica».

Risultati? «Ottimi e apprezzati. Il percorso è stato complicato, ma ne è valsa la pena...».

La nuova metodica è apprezzata anche dagli sportivi? «Molti si sono rivolti a noi: parliamo di sportivi di livello internazionale, di diverse discipline».

Come viene svolto l’esame di risonanza magnetica? «Non c’è il classico ‘tunnel’, ma un lettino su cui il paziente può essere studiato sia da sdraiato sia in posizione eretta, mentre effettua dei movimenti. Un particolare che consente di valutare le articolazioni del corpo, per esempio la colonna vertebrale, ricreando una situazione naturale».

Insomma, un accertamento risolutivo. «Il primo livello di accertamento resta la risonanza magnetica tradizionale. Se non si arriva a una soluzione, allora entriamo in scena noi con il secondo esame. Questa nuova tecnica di risonanza magnetica consente di dare risposte che, con gli esami tradizionali statici, non era stato possibile trovare. Alla dinamica associamo il peso fisiologico del corpo con esami in posizione ortostatica, ossia in piedi».

Non volete che la vostra innovazione resti ‘chiusa’ a Bologna. È per questo che avete creato la Dlabmed School? «Tre mesi fa è nata la prima scuola di diagnostica muscolo-scheletrca di risonanza magnetica in dinamica. È una scuola internazionale per professionisti del settore, medici e tecnici radiologi. È vero, l’obiettivo non è chiuderci, ma aprirci: vuol dire portare in giro per il mondo il nostro metodo».

D’altra parte è questa la finalità che muove chi fa ricerca scientifica... «E noi crediamo in questo modo di fare».

Progetti per il futuro? «Ci piacerebbe sviluppare il centro altrove aprendo altre filiali o attraverso collaborazioni con cliniche che abbiano la nostra stessa visione. Dlabmed crescerà».

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