IMPRENDITORIALITÀ, orientamento al risultato, responsabilità, passione. La Jungheinrich li ha chiamati ingredienti della crescita. Sul piatto il gruppo aveva posto nel 2015 un obiettivo estremamente ambizioso: quasi raddoppiare il fatturato entro il 2020. «Obiettivo già raggiunto e superato in Italia» spiega Claudio Bettocchi, direttore della filiale di Jungheinrich Italiana, a Imola, costola della multinazionale tedesca leader nella logistica di magazzino. «E anche noi qui siamo in linea con quei trend di crescita» ammette.

Come avete fatto?

«Per spiegarlo serve capire chi siamo. Jungheinrich Italiana ha una storia lunga sessant’anni: è stata fondata nel 1958, soltanto 5 anni dopo la nascita dell’azienda in Germania, a testimonianza dell’importanza di questo mercato. In Italia abbiamo 7 filiali e 3 centri regionali, siamo leader di mercato nell’intralogistica a 360 gradi. E siamo cresciuti a ritmi sostenuti: il fatturato della nostra filiale si è incrementato del 75% negli ultimi 3 anni. Ed è aumentato anche il numero di collaboratori: da poco più di 100 arriveremo presto a 150».

Resta la domanda: come avete fatto?

«Il settore, come quasi tutti gli altri, ha attraversato una dura crisi dopo il 2007 con una significativa contrazione del nostro mercato di riferimento. In quel momento Jungheinrich non ha tagliato risorse, anzi. Ha investito e lo ha fatto soprattutto sulle persone, sulla formazione e su grandi progetti strategici per migliorare i processi e la qualità del servizio proposto alla clientela. L’azienda si è messa nelle condizioni di cavalcare la crescita quando è arrivata la ripresa. Usciamo da quattro anni di continui record, nei quali abbiamo abbondantemente superato i livelli di vendite pre-crisi. Non abbiamo mai ridotto il personale e non c’è mai stato il bisogno di ricorrere a una sola ora di cassa integrazione. Ne siamo orgogliosi».

Cosa distingue la filiale bolognese dalle altre in Italia?

«Come tutte le filiali, è la competenza territoriale a fare la differenza e, per quel che ci riguarda, è riferita a Emilia Romagna, Marche e alla parte nord dell’Abruzzo. Nel territorio la richiesta di automazione all’interno dei magazzini è molto elevata e noi rispondiamo in modo flessibile ed efficiente con soluzioni ‘chiavi in mano’ accompagnando i clienti passo dopo passo, dalla progettazione all’implementazione fino alla gestione completa del servizio post-vendita».

Chi sono i vostri clienti?

«Dal piccolo artigiano ai colossi della grande distribuzione».

Il successo di un’azienda si misura anche dalla fedeltà del personale.

«La nostra storia racconta di persone che hanno trascorso l’intera vita professionale in Jungheinrich, e anche a Imola ci sono collaboratori che lavorano in filiale da oltre trent’anni. Promuoviamo la crescita basata sul merito e lo sviluppo del potenziale».

Avete assunto personale in maniera costante negli ultimi anni. Continuerete a farlo?

«Dai venditori ai tecnici, le porte sono aperte: siamo sempre alla ricerca di talenti. Per noi quella della selezione è una fase importante. Puntiamo molto anche sulla formazione: un tecnico per l’assistenza svolge un periodo di formazione in aula di quasi 8 settimane, più un affiancamento a una figura senior. Trascorrono 3 mesi prima che possa recarsi da un cliente. È previsto un percorso simile per la forza vendita».