Bologna, 12 giugno 2018 - «QUANDO siamo partiti il nostro prodotto era innovativo, forse troppo: l’avvio è stato lento, ma ora stiamo raccogliendo i frutti di quel lavoro». Giovanni Codegoni è il direttore commerciale di Lab Id. L’azienda, del gruppo Omr, è leader europeo nella produzione e fornitura di tag Rfid (radio frequency identification) e di soluzioni innovative basate su questa tecnologia.

Codegoni, cosa significa in concreto Rfid?

«Identificazione attraverso radiofrequenze. Un oggetto è accompagnato da un chip che viene ‘letto’ in questo modo. Rispetto ai codici a barre il vantaggio sta nella precisione e nella rapidità».

Un esempio?

«I biglietti per i grandi eventi, la cui validità è spesso riconosciuta in questo modo. La tecnologia Nfc, per il pagamento con lo smartphone, arriva proprio dalla Rfid».

Ecco perché nei primi anni Duemila eravate troppo avanti...

«Era presto per l’identificazione automatica».

Ma come avete fatto a superare l’impasse?

«La storia dell’azienda è cominciata come centro di ricerca e sviluppo per il gruppo Benetton, ma il progetto non andò a buon fine. L’attuale proprietà è subentrata nel 2004. C’è stata una fase di riposizionamento, poi nel 2009 è cominciata una crescita costante in doppia cifra ogni anno. Fino al 2010 abbiamo puntato più sui prodotti, poi sui servizi per la gestione dei dati».

Quali sono i vostri principali mercati?

«Quelli del fashion e del lusso, per il quale proponiamo soluzioni per la gestione logistica di magazzino, inventari di negozio e protezione del brand; l’industria, alla quale consentiamo tracciabilità e visibilità del prodotto nella catena di montaggio, gestione degli asset e dei processi; la smart city, con servizi come gestione rifiuti, ticketing, micropagamenti, controllo accessi, gestione eventi; il farmaceutico, con tracciabilità e anticontraffazione; il settore del food, al quale proponiamo sistemi di anticontraffazione e tracciabilità del prodotto deperibile; l’intrattenimento, con soluzioni per gaming ed esperienze multimediali».

È ipotizzabile una crescita all’estero nei prossimi anni?

«Per adesso il 75% del nostro fatturato è sviluppato in Italia. All’estero sono mercati importanti Germania e Francia, sui quali punteremo molto per ottenere una crescita ulteriore. E la presenza di Lab Id, prossimamente, sarà importante in un grande evento che si svolgerà in Russia».

Ci sono i Mondiali di calcio...

«Nel biglietto per entrare alle partite c’è anche il nostro prodotto. Il riconoscimento avviene quindi attraverso la tecnologia Rfid».

Proprietà lombarda, orizzonti internazionali. Non è che vi viene in mente di lasciare Bologna?

«No, mai pensato. L’azienda è nata qui e qui resterà. Non è una questione di affezione. Il cuore di Lab Id è bolognese, perché è da questo territorio che arriva la maggior parte dei lavoratori».