Sergio Pozzi, presidente e amministratore delegato di Selettra
Sergio Pozzi, presidente e amministratore delegato di Selettra

Potenza e affidabilità, ma in miniatura. Sono i sistemi di avvio dei motori di dimensioni ridotte, dal 1978, il business di riferimento di Selettra, l’azienda del gruppo Yama che, in quel di Bentivoglio e sotto la guida del presidente e ad Sergio Pozzi, fa dell’avanguardia tecnica una questione di principio.

Progettazione, realizzazione e vendita. Ma poi dove finiscono le vostre accensioni elettroniche e i vostri volani magnete?

"I campi di applicazione dei nostri prodotti sono molto numerosi, dai motori a spalla per il parapendio alle centraline di motoseghe, soffiatori e decespugliatori, passando per moto, minimoto e go-kart. Tanto nelle versioni analogiche quanto in quelle digitali".

E anche i clienti sono di primo livello.

"Parlando di motoseghe, per ben tre volte ci siamo guadagnati il titolo di fornitore dell’anno da parte del leader mondiale di settore, la tedesca Stihl, mentre sul fronte motoristico possiamo citare, tra le altre, le importanti collaborazioni con marchi come Ducati e Ktm, che non hanno bisogno di presentazioni".

L’obiettivo, invece, è reggere la spietata concorrenza cinese. Come ci riuscite?

"I cinesi hanno il monopolio di quelle ‘terre rare’ che sono indispensabili per le nostre produzioni e, per di più, sono in grado di offrire prezzi competitivi per le mille ragioni che conosciamo. Noi, da parte nostra, ci mettiamo la qualità italiana e i servizi di primo livello alla clientela, oltre alla costante tensione verso l’innovazione. Per ora la ricetta sta pagando".

Innovare è un verbo molto diffuso. Per voi cosa significa?

"Vuol dire puntare su soluzioni digitali e microprocessori di ultima generazione, ma pure, a beneficio dell’ambiente, sulla riduzione delle emissioni e inquinanti. E vuol dire, anche, investire sull’efficienza, come dimostra la realizzazione, ormai 10 anni fa, della fonderia Selettra, specializzata nella pressofusione di leghe metalliche leggere".

Tutto questo, tra l’altro, tenendo sempre presenti gli elevati standard richiesti dal vostro comparto in fatto di sicurezza. "È un capitolo, questo, dal quale dipende buona parte del nostro successo. Un guasto o un surriscaldamento al motorino di una motosega, ad esempio, potrebbe infatti causare l’esplosione dell’intero dispositivo, con rischi concreti di gravi infortuni. Per questo il nostro controllo qualità, quotidianamente, fa davvero la differenza".

E la sicurezza nei tempi del Covid? Come ha funzionato?

"Direi molto bene, anche nei mesi più caldi, durante i quali abbiamo abbassato la serranda per una sola settimana e applicato rigidamente tutti i nuovi protocolli. Gli ordini, in parallelo, non sono calati e la prova, in attesa di nuovi sviluppi, può dirsi superata".