BOLOGNA

NON MACCHINE da caffè, ma macchine per ‘fare’ il caffè. O, meglio, impianti di precisione e macchinari industriali di ogni dimensione e buoni per le più diverse esigenze, realizzati, assieme ai relativi sistemi di gestione, da un’azienda che da oltre 30 anni occupa una posizione di rilievo nel settore internazionale della torrefazione. Parliamo della Sta Impianti di Crespellano, fondata nel 1988 e guidata, ancora oggi, dal presidente Gabriele Drusiani.

Drusiani, dove comincia e dove si ferma il lavoro di chi realizza macchine torrefattrici?

«Partiamo dalla materia prima grezza, in arrivo dai Paesi produttori nei classici sacchi da 60 chilogrammi, e ci fermiamo quando entrano in scena le macchine imbustatrici, curando quindi ogni fase dei processi di gestione, trattamento, stivaggio e tostatura di questo prezioso alimento».

I vostri clienti, quindi, chi sono?

«Stiamo esattamente fra il produttore e chi, in coda alla filiera, si occupa del packaging e il nostro mercato di riferimento è fatto di aziende torrefattrici, alle quali proponiamo i macchinari per la torrefazione e quelli che potremmo definire di complemento, utili a migliorare la produzione sui fronti della costanza della qualità, dell’automatizzazione e della semplificazione dei processi».

C’è molto da fare, del resto, se si vuole trasformare un chicco in un buon espresso.

«Quello del caffè è un lungo viaggio, che, dal punto di vista industriale, necessita di sistemi di trasporto e di pulizia del caffè verde, di adeguati silos per lo stivaggio, cestini per la miscelatura e tecnologie per l’abbattimento dei fumi. Per ognuno di questi passaggi, mettiamo a disposizione gli ultimi ritrovati tecnologici, offrendo soluzioni su misura affiancate da un supporto costante».

Intende la teleassistenza via web?

«Esatto, perché il nostro comparto, al pari degli altri, ha subito una forte evoluzione tecnologica e, come le auto di oggi dipendono strettamente dall’elettronica, pure le macchine per la torrefazione che produciamo sono ormai dotate di sistemi di controllo gestibili da remoto. Lo scopo, per noi che li utilizziamo dal lontano 1995, è minimizzare gli intoppi tecnici e l’incidenza degli errori umani».

Anche perché non stiamo parlando di macchinette...

«Il punto è proprio questo. La semplice svista di un addetto può pesare davvero molto quando in ballo ci sono macchinari estremamente complessi, che trattano volumi di prodotto enormi e hanno un alto valore economico».

Professionalità e cura dei dettagli, dunque, in Italia ma anche all’estero.

«Noi non siamo un colosso, ma un’azienda di medie dimensioni che privilegia la qualità rispetto alla quantità. Pur non potendo vantare numeri stratosferici, però, siamo orgogliosi di essere presenti in tutti e cinque i continenti, con clienti di decine di nazioni che hanno sposato il nostro modo di operare».