Sono le difficolta, spesso, il terreno più fertile per far germogliare le idee migliori e, così, anche la più tragica delle pandemie può diventare semplicemente un’altra prova da superare. Con l’ingegno e le capacità di una multinazionale come Webasto (società tedesca fondata nel 1901 con sede a Stockdorf, vicino a Monaco e con numerose onorificenze nel suo palmares), leader a livello internazionale nell’applicare soluzioni innovative al trasporto veicolare, e, soprattutto, con la competenza degli ingegneri della divisione ‘Thermo & Confort’, il braccio tricolore del gruppo, basato a Molinella e guidato dall’amministratore delegato Patrizia Draghetti (nella foto).

Andiamo con ordine. Prima di tutto, dove e come inizia la storia italiana di Webasto?

"L’attuale Webasto Thermo & Comfort Italy Srl – risponde l’amministratore delegato – trae origine da uno storico produttore di sistemi di climatizzazione per l’aftermarket dei veicoli come Diavia, fondato nel lontano 1970 a Bologna ed entrato, a partire dagli anni ‘90 nell’orbita di colossi internazionali come General Motors e Delphi. Nel 2012, poi, l’azienda è stata acquisita dal gruppo tedesco Webasto, che, oltre al mondo del clima e dei tetti per auto, si occupa anche di tecnologie di trasmissione e alimentazione per ogni tipologia di veicolo".

Nella sede della Bassa emiliana, però, il core business riguarda l’aria condizionata.

"Esatto, assieme alla progettazione, costruzione e distribuzione di sistemi di filtraggio aereo, e, fino al momento in cui le case automobilistiche non montavano autonomamente i sistemi di aerazione, abbiamo avuto all’attivo una lunga collaborazione in esclusiva con marchi come Ferrari, Maserati e Alfa Romeo. Poi, con il passaggio da Delphi a Webasto, abbiamo abbandonato l’auto e, ora, ci rivolgiamo ai veicoli speciali, dagli autobus al trasporto di beni commerciali deperibili e dalle ambulanze ai trattori".

Puntando forte, immaginiamo, sui mantra dell’innovazione e della sostenibilità.

"Innanzitutto sull’efficienza energetica condizione ormai ineludibile per lo sviluppo industriale, e sulla digitalizzazione delle linee di produzione, in ottica 4.0. Nello specifico, poi, abbiamo investito sulla prototipazione, grazie all’arrivo di una stampante 3D che velocizza e rende più accurati i test sui prodotti in cantiere, e sulle simulazioni ambientali, ospitate in una nuova galleria climatica dove mettere alla prova gli impianti, scendendo a temperature di 40 gradi sotto lo zero e risalendo fino a 60 gradi sopra".

L’ultima grande idea, invece, è un portato dell’emergenza Covid.

"Ci siamo mossi fin da subito per dare un contributo alla comunità e il risultato è stato un sistema di filtrazione dell’aria ad alte prestazioni, immaginato per le ambulanze ma, crediamo, applicabile anche ad altri contesti, che ha il merito di rimuovere con efficacia il 99,9% dei contaminanti dall’aria che respiriamo, offrendo un livello di filtraggio di grado medicale Hepa-14. Viste le grandi richieste del mercato, sembra che abbiamo avuto ragione".