COPPARO (Ferrara)

LA VIA EMILIA passa anche di qui, alla periferia di Copparo. Già, perché se fisicamente l’affermazione è impossibile, concettualmente non fa una grinza. Cavalleretti group è infatti la classica azienda rappresentativa della parte più vivace della regione Emilia Romagna, ottimamente strutturata, fortemente innovativa, non particolarmente grande, professionalizzata al massimo e guidata da un titolare che fa l’imprenditore da quando aveva i calzoni corti. Luca Pozzati è dunque a capo di questa splendida realtà meccanica di provincia a un tiro di schioppo da Copparo, esattamente a Brazzolo, che riesce a flettere e modellare in cento modi il pur duro acciaio adattandolo alle molteplici esigenze dell’industria di oggi.

Pozzati, la sua è una storia speciale che viene da lontano…

«Avevo sedici anni quando iniziai a lavorare, prima come dipendente e poi decisi che …da soli è meglio».

Nel 1986 fondò un’azienda col nome di sua madre e poi?

«Sì, era la ‘Cavalleretti Franca’ che nel 1994 divenne ‘Cavalleretti stampaggio’. Iniziai facendo silenziatori per la ITT Magneti Marelli di Serravalle. Ci specializzammo e diventammo fornitori dell’Ansa Marmitte di Finale Emilia: grande qualità e clienti speciali come Ferrari, Ducati e Lamborghini».

Ma per iniziare occorrevano soldi.

«Li trovai grazie al direttore di una banca che mi prestò (ero minorenne!) cento milioni. Ebbe ragione. Ben presto cominciai a lavorare con le risorse finanziarie generate dalla mia azienda».

Poi un bel temporale.

«La ditta finalese, nostra unica cliente, venduta a un gruppo inglese, fu messa in liquidazione. Era il 2008, nel bel mezzo della crisi economica internazionale. Recuperai un po’ di crediti ma dovetti iniziare da capo, ma sempre con grande fiducia ed entusiasmo».

Però, cambiando prodotto, processo, tutto insomma.

«Esattamente. Chiesi e ottenni nuovi finanziamenti che di lì a pochi anni rientrarono e l’azienda riprese a lavorare coi soli mezzi propri. Convertii la Cavalleretti in un’azienda di carpenteria medio leggera, innovativa, che taglia e salda con il laser di ultima generazione, tridimensionale».

Da cui nascono prodotti per aziende di vari settori. E non solo.

«Già: infatti pensai che se eravamo capaci di fare prodotti finiti per terzi, saremmo riusciti a farlo anche per noi. Di qui la progettazione e la produzione di macchine innovative per l’agricoltura biologica che consentono di evitare l’uso dei diserbanti. Abbiamo già brevettando due macchine di questo tipo e ne stiamo producendo una terza».

Gli obiettivi, ora, quali sono?

«Aumentare quest’anno il fatturato del 20-30%».

Anche il personale crescerà?

«Certamente, è tutto collegato».

Per molti aspetti la sua è un’azienda familiare.

«Sì, con me lavorano mia moglie e i nostri due figli, di 22 e 28 anni».

Tutti mossi…da che cosa?

«Dall’ambizione di fare qualcosa di nostro. Ho sempre avuto una grande passione per la meccanica. E poi il lavoro per me è gioia di vivere, di realizzare cose importanti nella vita. Bisogna sempre darsi degli obiettivi e cercare di raggiungerli, convinti che ‘bisogna crederci’ essendo determinati e senza mai piangersi addosso».