Ferrara, 13 marzo 2018 - La storia di Coferasta è di quelle belle e tipiche della provincia migliore, fatte di antiche radici, intuizioni, impegno, innovazione, famiglia, professionalità. Il tutto nel segno della frutta. Già la frutta: l’emblema, il simbolo, la «croce e la delizia» di generazioni di ferraresi perennemente alla ricerca della qualità magica, capace di trasformare la terra in oro. In realtà il «disciplinare della quotidianità» non contempla mirabolistiche trasformazioni, ma solo duro lavoro.

Ed è proprio qui che hanno origine i risultati importanti, come nel caso di Coferasta, azienda di successo nata nel 1965 da un paio di cooperative frutticole, ben presto rilevata da un pool di privati che faceva leva sui fratelli Gualtiero e Marcello Ludergnani, affiancati da Claudio Volta, dal marchese Bevilacqua e dal proprietario dello stabile Caselli. Da San Bartolomeo in Bosco, luogo di nascita dell’azienda, ben presto si trasferì a San Martino, sulla Porrettana, a un tiro di schioppo da Ferrara dove ha tuttora la sede e naturalmente l’attrezzatissima e tecnologica sala aste. L’improvvisa morte di Gualtiero nel 1980 ha catapultato il figlio Alessandro in azienda. Laurea in economia e commercio, sposato, due figli e un’enorme passione per il lavoro (marchio di fabbrica della famiglia), Alessandro ha vissuto Coferasta sperimentandola dal basso nelle sue varie funzioni, fino ad assumere la carica più importante, quella di massimo esponente e azionista.

Presidente Ludergnani, avete ristrutturato la vostra sede ma i due grandi, tradizionali orologi emblemi dell’azienda, sono ancora lì nell’ingresso…

«Rappresentano le origini e la continuità. Mi ricordano la nascita dell’azienda: l’idea venne a mio padre osservando le aste in Olanda negli anni ’60».

Un passato glorioso che ha trovato un’evidente conferma nei decenni successivi e oggi…

«La società ha avuto diverse stagioni con una tappa importante 13 anni fa quando la proprietà fu assunta dal management».

Al suo fianco c’era suo zio Marcello.

«Fu lui che volle il mio ingresso in azienda subito dopo la morte di mio padre. Ci integravamo molto bene: a lui la gestione a me il commerciale».

Protagonista dell’asta è la frutta, abbiamo detto. Ma quale esattamente?

«Fragole e meloni, albicocche, pesche nettarine e susine. In asta da maggio a ottobre tutti i giorni. (Le faccio una confessione: non so cosa sia il mare). Si tratta sempre di prodotto fresco, raccolto non oltre 150 km. dalla nostra sede. Il ciclo di «produzione» è …ferreo: fra le 6 di mattina e mezzogiorno la frutta viene raccolta; poi viene trasportata qui a San Martino e alle 16,30 parte l’asta che si conclude alle 18. Subito dopo hanno inizio le operazioni di spedizione. La mattina dopo è sui mercati e nei negozi, quindi nelle case dei consumatori. E’ superfluo ricordare che si tratta di sola frutta italiana».

E le mele e le pere a loro volta tipicamente ferraresi?

«Vengono commercializzate tramite asta e, in autunno-inverno, secondo una metodologia di vendita più tradizionale presso la sede di San Bartolomeo in Bosco».

Come funziona l’asta?

«E’ ‘discendente’ e ‘ascendente’: viene presentata una partita di frutta e il banditore fa partire l’orologio che scandisce il prezzo al ribasso. Si aggiudica la partita chi schiaccia prima il pulsante (il sistema è ovviamente automatizzato ndr). In caso di…pareggio le lancette dell’orologio-prezzo salgono invece di calare e qui vince chi abbandona per ultimo il pulsante».