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15 mar 2022

Danisi Engineering: "Guidiamo l’auto del futuro"

Premio Mascagni. Tecnologie, dinamica e sicurezza: successi e progetti del gruppo Danisi Engineering di Modena

15 mar 2022
maria silvia cabri
Economia
L’ingegner Giacomo Danisi, ceo del Gruppo di Modena. L’azienda è nata 27 anni fa e occupa circa 100 persone. L’export rappresenta oltre metà del fatturato
Danisi Engineering
L’ingegner Giacomo Danisi, ceo del Gruppo di Modena. L’azienda è nata 27 anni fa e occupa circa 100 persone. L’export rappresenta oltre metà del fatturato
Danisi Engineering

Il loro motto potrebbe essere: ‘Guidare oggi le auto del futuro’. Così si pone il gruppo Danisi Engineering fondato nel 1995 dal ceo, ingegner Giacomo Danisi. Con sedi a Torino e Modena e unitamente alla controllata Meccanica 42 di Sesto Fiorentino, il Gruppo è attivo nello sviluppo e nell’applicazione delle più innovative tecnologie legate alla dinamica dell’autoveicolo, agli ausili alla guida (adas) ed alla sicurezza attiva.

Ingegnere, come nasce la Danisi Engineering?

"L’azienda è nata 27 anni fa in maniera ‘inconsapevole’ nel senso che non avrei pensato di dare vita ad una realtà imprenditoriale che occupa circa 100 persone ed è in crescita. La Danisi Engineering si è da subito basata sullo sviluppo delle competenze, cosa che altri competitor non facevano. Per questo abbiamo voluto impegnarci in progetti sfidanti e questo si è rivelato vincente in un ambiente molto difficile qual è quello delle automotive. Siamo una realtà piccola ma abbiamo clienti di alto livello".

Qual è il complimento più bello che ha ricevuto?

"Il direttore di una casa di automobili mi ha detto: ‘Mentre gli altri fornitori ci chiedono ’ diteci cosa e come volete fare’, lei invece ci dice: ‘Secondo me è meglio fare così per avere un prodotto migliore e risparmiare tempo’. Un nostro approccio vincente è quello di proporre la metodologia".

Quali i settori in cui eccellete?

"Siamo divenuti un polo di riferimento nel mondo dell’industria automobilistica per quanto riguarda la progettazione dell’autotelaio, l’integrazione dei sistemi di controllo e di assistenza alla guida (adas) e la definizione delle caratteristiche di guidabilità delle future generazioni di autoveicoli".

I veicoli ibridi sono l’attualità, si guarda al full electric e il lungo termine si gioca su tecnologie diverse come l’idrogeno: come vi ponete? "Siamo esperti di integrazione del veicolo, cerchiamo le migliori architetture per le soluzioni più adeguate che riguardano sia l’ibrido che il full electric e l’idrogeno. Inizialmente c’era solo un power train, l’endotermico, adesso si sono aggiunti anche l’ibrido e l’elettrico che per noi rappresentano delle opportunità in più".

Quale sarà l’auto del futuro?

"Non ce ne sarà soltanto una ma diverse, specializzate in specifiche missioni. Ad esempio, l’auto urbana potrebbe essere completamente elettrica, quella per gli spostamenti a lungo raggio che sarà invece ibrida, mentre l’endotermica pura probabilmente andrà a scomparire".

Dovremo avere più mezzi?

"Cambierà il modello di possesso: si potrà essere proprietari di una sola macchina, mentre le altre si noleggeranno a breve termine per l’uso specifico che si deve fare. Il tutto tramite app come accade adesso nell’ambito di servizi di mobilità urbana".

 

 

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