Gianluca Busi è marketing manager per Elenos e fondatore dell'innovativa azienda 22Hbg

IL FUTURO si sta progettando qui, nelle campagne del comune di Poggio Renatico. È un futuro in parte ancora imperscrutabile; già, perché ricerca e sviluppo – i dioscuri dell’industria 4.0 – significano studio e sperimentazione, ipotizzando gli scenari che verranno con le annesse esigenze di cui, oggi, non siamo a conoscenza. Elenos è insomma tutto questo: una fetta di futuro importante che la famiglia Busi sta ritagliando con enorme passione, infinite competenze, grande coraggio (sì, ci vuole anche il coraggio), forte determinazione. Sullo sfondo un sogno: dare vita alla Reno Valley.

L’AZIENDA di casa nostra è di fatto leader di un mercato particolarissimo quanto rilevante: il broadcasting radiofonico e televisivo. Nello stabilimento – pieno di giovani – non è raro incontrare tecnici di Amazon o Apple, ‘in visita’ per conoscere in anticipo cosa sta nascendo dalla fervida fantasia del pool di esperti aziendali. A fianco del fondatore Leonardo Busi, opera il figlio Gianluca responsabile marketing ma anche fondatore della 22Hbg, un’azienda del gruppo di assoluta avanguardia.

Gianluca Busi, cosa producete, esattamente?

«Trasmettitori per radio e tv. Ne abbiamo installati più di quarantamila nel mondo, in un centinaio i Paesi, dove rimarranno a lungo, diciamo trenta o quarant’anni: dagli Usa alla Svezia, dal Mozambico al Kenia, ovunque.

Trasmettitori, ma non solo.

«L’elemento distintivo è la ricerca e lo sviluppo. Lavoriamo a lungo termine, cioè progettiamo ciò che vedremo fra 5-10 anni. Il prodotto è interamente nostro. Fino a una decina di anni fa facevano solo trasmettitori, poi abbiamo intrapreso anche un altro percorso sia col gruppo Elenos che con 22Hbg: ci siamo messi a studiare l’intelligenza artificiale».

Di qui il forte sviluppo di Elenos.

«Sì, la storia dell’azienda è un crescendo. È nata del 1977, poi con l’acquisizione pochi anni fa di Itelco, brand storico di Orvieto, è entrata anche nel mondo della televisione. Quest’anno abbiamo inglobato l’americana Broadcasting elec., per aprire i mercati hardware e software d’oltreoceano».

Con l’ultima operazione vi siete posizionati ai primissimi posti.

«Fra i primi tre al mondo».

E i vostri clienti quali sono?

«Rai, Mediaset, La7, Radio 105, Rtl, Rds, Radio Maria, i più grandi player del mondo dagli Usa all’Indonesia».

Il gruppo conta più di cento dipendenti. Ci dica del fatturato.

«Oggi siamo attorno ai dieci milioni ma presto raggiungeremo i trenta milioni di euro».

Ci parli del Cern di Ginevra.

«Grazie al nostro know how siamo partner di questa straordinaria realtà. Partecipiamo alle più importanti gare di appalto al mondo di questo settore».

Con una squadra giovane e tosta.

«Quindici ragazzi tra tecnici e studenti, ingegneri, psicologi e filosofi che immaginano e studiano la tv del futuro. Affrontano la grande sfida: capire cosa succederà nel settore. Interpretare e analizzare i dati. Ci si deve spingere oltre. Nel 2022 tutto cambierà grazie alle tecnologie del futuro. Pensi ad Iphone, che ci ha cambiato la vita. Studiamo, rischiamo e soprattutto cerchiamo di traguardare il futuro. Proviamo a fare oggi ciò che servirà domani».

È molto legato al nostro territorio. So che ha un progetto.

«Creare la ‘Reno Valley’».