FERRARA,

È UNA BELLA storia economica e familiare ferrarese. La Pasquali srl, sede in via Pomposa a pochi chilometri dalla città, può già vantare tre generazioni al comando, e una quarta che si sta preparando con impegno. Le origini dell’azienda risalgono agli anni ‘50 quando un sottufficiale dei vigili del fuoco, Vasco Pasquali, nelle giornate libere produceva in casa oggetti in alluminio. Non molti anni dopo il figlio Adriano prese in mano le redini e decise che era ora di utilizzare le tecnologie e di investire. Ebbe ragione. Il terzo salto lo hanno poi compiuto i figli Silvia e Fabio oggi amministratori delegati dell’azienda; la prima si occupa di amministrazione, risorse umane e qualità e ambiente, il secondo è più impegnato sul fronte della produzione. Poi c’è papà-presidente Adriano.

Signora Silvia, la vostra è una classica impresa del contoterzismo.

«E’ proprio così. Come capicommessa eseguiamo parti specifiche di una produzione che aziende più grandi, assemblano e commercializzano».

Quindi, signor Fabio, realizzate semilavorati metallici.

«Sì, lavoriamo con ferro e alluminio, inox, rame e ottone. Le lamiere sono di varie tipologie e vengono trattate con un semplice taglio laser fino a ricavarne un manufatto finito con trattamento superficiale e poi il cliente lo monterà. L’azienda si occupa di taglio laser 2 e 3D di lamiere e tubi, piegatura Cnc, saldatura robotizzata e manuale, asportazione trucioli, costruzione di stampi per eseguire tranciatura e stampaggio lamiere».

La chiave del successo, Silvia, è la gestione dell’evoluzione?

«Il segreto dei passaggi generazionali è l’evoluzione, anche tecnologica. Questo ci ha consentito di posizionarci bene sul mercato restando competitivi».

Fra i tanti prodotti che escono dal vostro stabilimento ce ne indichi uno originale.

«Il dissuasore per la sicurezza, un cilindro di acciaio da installare davanti a luoghi sensibili, un po’ figlio della nostra epoca».

Qualche dato aziendale…

«Il fatturato è di 8 milioni, i dipendenti un’ottantina. L’azienda si estende su un’area di 40mila metri quadrati di cui 10mila coperti. Ma tutto questo non sarebbe nato se mio padre non avesse iniziato e poi non avessi continuato io. Producevamo articoli casalinghi, vassoi, contenitori per lo zucchero, l’involucro di alluminio per una famosa azienda di budini ferrarese. Si sono susseguiti grandi cambiamenti ma li abbiamo gestiti investendo nell’azienda».

Che tipo di soddisfazioni avete avuto nella vostra attività?

«La soddisfazione sta nel lavoro in sé.E nel sapere che decine di famiglie vivono con questo lavoro».