Federico Saetti, amministratore delegato di Opocrin Spa
Federico Saetti, amministratore delegato di Opocrin Spa

Autentico ‘fiore all’occhiello’ modenese del settore, Opocrin Spa nasce nel 1964 a Formigine, per opera di Pietro Bianchini, farmacologo riconosciuto e stimato dalla comunità scientifica internazionale. L’obiettivo è ricercare nella natura principi attivi farmaceutici per l’impiego umano, isolarli e renderli poi disponibili sul mercato con la migliore e più sicura tecnologia. Un impegno tramandato, come spiega Federico Saetti, amministratore delegato.

Un colosso a livello farmaceutico: come nasce Opocrin?

"Come piccolo laboratorio di ricerca su principi attivi biologici. Nel 2007, anno del mio ingresso in azienda, la società fatturava 17 milioni, e ci attendiamo di chiudere il 2021 a oltre 200 milioni di fatturato. Abbiamo investito molto in questi anni per sostenere la crescita della nostra azienda, e oggi siamo leader globale nella produzione di derivati dell’eparina. Stiamo inoltre ampliando la nostra pipeline con forti investimenti in Ricerca e Sviluppo".

Individuare farmaci innovativi con elevato aggiunto terapeutico: come la mettete in pratica?

"Università e startup sono una priorità. Abbiamo recentemente promosso uno studio clinico per migliorare il parto con la nostra partecipata svedese Dilafor, società spin off dell’università di Stoccolma. Stiamo investendo in una società del Regno Unito per studiare nuove indicazioni su eparine modificate per il trattamento di patologie del tratto respiratorio. Abbiamo inoltre in sviluppo altre molecole complesse per il trattamento di malattie rare".

Perché proprio l’eparina?

"Puntiamo alla complessità che significa valore aggiunto. Siamo concentrati su molecole complesse, e l’eparina fa parte di questa categoria. C’è ancora tanto da scoprire e molto potenziale inespresso nel nostro mercato di riferimento. Nostra mission è intercettare questo potenziale, e metterlo a disposizione dei clienti affinché siano disponibili nuovi approcci terapeutici a beneficio dei pazienti per migliorare la qualità della vita, oppure nei casi più gravi, per salvaguardarla".

Avete dimensioni internazionali…

"Sono necessarie, se si vuole competere in un mercato divenuto globale. Gli approvvigionamenti di materie prime da società da noi controllate o collegate vanno dalla Cina, all’Europa e al Messico. I clienti dal Giappone agli Stati Uniti, all’Australia, senza considerare molti Paesi europei. Siamo però profondamente orgogliosi delle nostre radici modenesi e formiginesi".

Che effetto ha avuto la pandemia?

"Pro e contro. Alcuni prodotti hanno subito un impatto negativo per effetto del minor utilizzo da parte di talune categorie di pazienti. Produciamo farmaci salvavita spesso impiegati in interventi chirurgici che sono stati rinviati, per fare spazio alla gestione dell’emergenza e limitare le occasioni di contagio. Altri prodotti hanno controbilanciato questo trend. Tutto sommato l’impatto è stato contenuto".