Modena, 13 marzo 2018 - Era il 1954 quando a Modena Renzo Bompani fondò la Smalteria Metallurgica Ghirlandina. Un’azienda che presto, sfruttando il boom economico, divenne tra le principali produttrici di elettrodomestici. Poi, dopo aver toccato l’apice, arrivano i primi periodi di crisi, che lentamente ma progressivamente portarono a un bivio: vendere o liquidare tutto. E’ qui che comincia la favola di Enrico Vento, allora manager dell’azienda, oggi amministratore delegato di Bompani Elettrodomestici.

Enrico Vento, quattro anni fa la sua decisione coraggioosa

«Sì, era il 2013, ero manager alla Bompani e decisi di rilevare l’azienda. Serviva un’idea per rilanciarla, partii facendomi una domanda: se domani dovessimo chiudere, c’è qualcuno che si preoccuperebbe?»

La risposta qual è stata?

«Eravamo forti sul mercato mdiorientale, soprattutto su Dubai e Qatar. Decidemmo di insistere ancora di più su quest’area, un mercato che adesso rappresenta il nostro 70%. Poi potenziammo il lavoro conto terzi, soprattutto per Indesit. Due mosse che ci permisero di rimanere a galla».

Restare a galla non vuol dire ricominciare a correre...

«Infatti successivamente ha preso forma la nostra idea: valorizzare il marchio Bompani sottolineandone l’italianità».

Perché?

«L’industria italiana dell’elettrodomestico ha caratterizzato un’epoca. Negli anni ’60 eravamo i principali esportatori in Europa e nel mondo. Abbiamo capitalizzato un know how che non si deve disperdere. In più il gusto italiano è un valore riconosciuto nel mondo. Sono due caratteristiche che abbiamo deciso di cavalcare».

Tradotto in termini di prodotto cosa significa?

«Fare degli elettrodomestici di grande qualità, ma che siano anche belli da vedere, colorati e dal design accattivante. Ricordo ancora il giorno in cui diedi vita a questa idea...».

Cosa successe?

«Andai in fabbrica, scelsi i prodotti più belli che avevano e li feci caricare su un camion. Poi chiamai un fotografo e andai in un loft a Milano per ritrarre i nostri elettrodomestici in una location che fosse elegante e di impatto. Nacque un catalogo totalmente diverso dai precedenti, più somigliante a una rivista di moda che a materiale industriale. Era nato il nuovo corso».

Basta la bellezza?

«Ovviamente no. Il messaggio che deve passare è che i nostri elettrodomestici sono belli da vedere ma anche all’avanguardia con le ultime tecnologie. Abbiamo raggiunto molti risultati e abbiamo un cantiere un progetto interessante».

Quale?

«Rimaniamo sempre sul nostro prodotto classico, la cucina con forno. Ma vogliamo che sia un forno speciale. Il forno perfetto».

Vale a dire?

«Un forno che garantisca la cottura ottimale: omogenea e uniforme, che non comporti sprechi di energia».

Ci state investendo molto?

«È un progetto da due milioni di euro, in collaborazione con l’università di Modena. Svilupperemo anche la cucina con la possibilità di avere il sottovuoto, un accorgimento utilissimo per la conservazione igienica degli alimenti, Insomma, continueremo a puntare su bellezza, qualità e made in Italy. Noi non delocalizzeremo».