MODENA

LA SCHIUMA poliuretanica è uno dei prodotti più versatili in natura. Un materiale tanto leggero quanto resistente, capace di assumere le forme più svariate. Questa la forza della Duna-Corradini Spa, numero uno al mondo nel mercato delle schiume poliuretaniche espanse rigide. A pochi chilometri da Carpi (Modena), nello stabilimento di Soliera, si sviluppa, produce e commercializza schiuma poliuretanica in blocchi, lastre, pezzi speciali e sistemi liquidi, oltre ad adesivi poliuretanici e resine epossidiche. Come racconta l’ingegner Marta Brozzi, amministratore delegato e presidente del cda.

Come nasce la Duna-Corradini?

«La nostra storia ha radici verso la fine degli anni Cinquanta. Nel 1957 a Correggio, Gustavo Corradini e Lucio Verzelloni hanno avuto un’intuizione: da oltreoceano vengono in contatto con un prodotto nuovo e innovativo. Secondo il tipico spirito imprenditoriale emiliano del ‘fare bene le cose’, hanno cominciato a studiare questo materiale ed il processo produttivo ed applicativo. L’azienda cresceva man mano che si moltiplicavano le possibilità del suo utilizzo nell’industria manifatturiera: dall’arredamento alle suole per le scarpe, all’isolamento termico. La Corradini diventa un riferimento a livello mondiale nel settore dei poliuretani e dunque appetibile: è così che negli anni Ottanta il colosso americano Dow chemical è interessato a completare la sua filiera attraverso una tecnologia in dote a Correggio (Reggio). Dopo una joint-venture tra la creatura di Gustavo e la multinazionale del Michigan, quest’ultima a metà anni Ottanta ingloba, acquisendola, la Corradini Poliuretani».

E si aprono le porte una nuova ‘avventura’ chiamata Duna…

«Dall’acquisizione era rimasta fuori una linea prodotto: le schiume poliuretane rigide. Nasce la Duna-Corradini, di cui mio padre diventa socio e amministratore unico. Si inizia in un ‘capannincino’ a Soliera, per poi espandersi. Il mercato della schiuma poliuretanica rigida è forte e il nostro storico know how merita di essere messo a frutto. Torniamo ad occuparci di altri segmenti del mercato; oltre alla coibentazione termica per la catena del freddo, ‘cold chain’, dalla carrozzeria refrigerata al banco refrigeratore, produciamo resine epossidiche, poliuretano e tecnologie d’ausilio per gli utilizzatori, creando un bel nucleo dedito alla ricerca ed alla ecocompatibilità dei nostri prodotti».

Duna sta per…?

«È un nome che richiama il logo, nonché facile da ricordare e da pronunciare in tutte le lingue. ‘Corradini’ resta nel nome della nuova società come riferimento per le tecnologie nel settore dei poliuretani. Ci occupiamo di segmenti di nicchia. Le schiume poliuretaniche rigide a densità alta garantiscono ottime prestazioni meccaniche, nella lavorazione delle macchine a controllo meccanico. La bassa densità garantisce un materiale leggero e molto performante rispetto all’isolamento termico: ad oggi il prodotto più performante sul mercato sotto il profilo della conducibilità termica».

Che ruolo ha l’internazionalizzazione?

«Il 50% del nostro fatturato è generato dall’export. Abbiamo due filiali produttive operative all’estero: dal 2001 la Duna-Usa, con due stabilimenti produttivi in Texas e in Michigan e dal 2012 è operativa la Duna-Emirates, negli Emirati Arabi, per produrre materiali isolanti per il trasporto e lo stoccaggio del gas naturale. E stiamo lavorando ad un’altra filiale produttiva entro il 2021 per meglio servire i nostri clienti esteri».