FIORANO (Modena), «LA NOSTRA MISSION? Proteggere i dipendenti nelle fabbriche dagli automatismi delle macchine». Giuseppe Rubbiani, 56 anni, presidente del Gruppo Dierre spa con sede a Spezzano (Fiorano), è consapevole di quanto sulla tutela della sicurezza sul lavoro si possa sempre crescere e migliorare.

Rubbiani, qual è l’attività di Dierre?

«La nostra azienda progetta, produce e commercializza protezioni e componenti tecnologicamente avanzati e ad alto impatto estetico per l’automazione industriale nei diversi settori: dall’alimentare al ceramico, dall’automotive al farmaceutico, dal nautico all’elettronico».

A cosa servono le componenti che producete?

«A proteggere i dipendenti nelle fabbriche dagli automatismi delle macchine».

Anche adesso che nei capannoni ci sono sempre meno persone e sempre più macchinari?

«Direi soprattutto adesso. Le fabbriche si dotano sempre più di macchinari sofisticati e nel momento in cui anche solo un operaio specializzato entra all’interno dello stabilimento deve poter lavorare in assoluta sicurezza».

Come è nata l’idea di fondare l’azienda?

«Alla metà degli anni ’90, mi sono reso conto che mancava un’azienda che producesse apparecchiature di questo tipo sul territorio. L’abbiamo allora realizzata nel 1997 a Spezzano e in poco tempo abbiamo saputo rinnovarci creando una rete di società che ci ha permesso di consolidare la leadership nei mercati internazionali».

Qual è la prossima tappa?

«Continuare a crescere, diversificando l’offerta per conquistare nuove quote di mercato estero ed essere riconosciuta come il principale operatore nel settore delle protezioni e delle componenti per macchine automatiche».

Può fare alcuni esempi delle componenti che producete?

«Dalle protezioni perimetrali intorno all’impianto a quelle modulari a bordo macchina in alluminio o in acciaio, dai robot industriali alle soluzioni progettate per consentire spostamenti precisi e silenziosi, assicurando totale affidabilità e assenza di interventi manutentori. Nel caso specifico dei robot collaborativi, se il lavoratore accidentalmente urta o tocca l’apparecchio, il robot arresta immediatamente la sua corsa, mentre attraverso le protezioni viene impedito l’accesso all’operatore a macchina funzionante».

Quindi il concetto di sicurezza si estende anche all’idea di un ambiente insonorizzato?

«Certo, il rumore sarà uno dei temi del futuro in questo ambito».

Cosa richiedono oggi in particolare i vostri clienti?

«Metabolizzata la certezza che una macchina per sua natura deve essere sicura fin dalla sua progettazione, la sicurezza oggi serve anche per dare un’estetica, un’immagine dell’azienda al macchinario. E infatti un ruolo fondamentale tra gli altri lo ha il design».

Di recente Dierre è stata protagonista di un’acquisizione.

«Sì, la Dierre Robotics, una società appartenente al Gruppo Dierre, ha acquisito il pacchetto di maggioranza di Smart Application srl, azienda reggiana nel settore delle applicazioni in campo robotico».

Quale sarà il valore aggiunto di questo acquisizione?

«Dierre Robotics inizierà un percorso di crescita, migliorando la già ampia gamma di prodotti in offerta e arricchendo, grazie alla fusione, le competenze commerciali e manageriali per essere sempre più vicini alle necessità dei propri clienti con soluzioni all’avanguardia e su misura».