Arredare con piante e fiori. Non solo il proprio giardino di casa, ma anche il balcone, il cortile, l’ufficio, qualsiasi spazio che abbia bisogno di un’iniezione di verde e di natura. È l’idea sviluppata nel corso di ormai più di trent’anni da Hydroplants, azienda modenese che conta trenta dipendenti e fa registrare un fatturato in crescita: oltre 2 milioni di euro nel 2019. È l’amministratore delegato Saverio Santi a raccontare quali sono stati i punti di svolta di un’azienda innovativa e unica nel suo genere.

Come è nata Hydroplants?

«Come un semplice negozio di piante. Io e gli altri soci avevamo una preparazione di studi in agraria e nel 1986 abbiamo compiuto così il nostro primo passo. Eravamo specializzati nell’idrocultura, quella tecnica che permette di coltivare piante senza terra, servendosi di materiali inerti e fertilizzanti».

Quando c’è stato il primo cambio di passo?

«Ci siamo specializzati sempre di più nella consulenza progettuale. Non ci limitavamo a vendere la singola pianta ma a progettare gli spazi verdi del cliente. Poi dopo qualche anno abbiamo trasferito lo stesso concetto di servizio sull’outdoor, occupandoci di giardini all’aperto».

Perché questa viene considerata una svolta?

«Perché abbiamo introdotto il concetto di design, di tendenza, di moda. È nato un gruppo di lavoro misto, che prevede tuttora l’architetto, il tecnico e il botanico. Il nostro ora è un servizio completo: ci prendiamo carico della direzione lavori, dell’installazione di tutti gli impianti, dei lavori in muratura, della successiva manutenzione ma anche di progettare il design degli arredi».

Venite cercati più dai privati o dagli imprenditori?

«Sono due mercati distinti che riusciamo a servire. Negli ultimi anni ha preso piede una maggior sensibilità all’interno delle aziende: si cerca l’ambiente confortevole per i dipendenti, rendendolo il più verde possibile, aggiungendo piante, fioriere, anche piccoli alberi se il cliente lo desidera».

Chi è in cerca di idee cosa fa?

«Siamo noi a proporre diverse soluzioni a seconda degli spazi in cui dobbiamo intervenire. Presso la nostra azienda abbiamo creato una serra-show room dove sono stati realizzati tanti ambienti arredati: l’angolo pop, quella della romantica campagna inglese, quello del feeling contemporaneo e high tech, quello che rimanda alla meditazione zen o ricorda il rinascimento toscano».

C’è una tendenza futuristica che sta prendendo piede?

«Ci chiedono spesso di attrezzare ambienti di lavoro all’aperto. Adesso con il wi fi è sufficiente poter utilizzare un portatile collegato a internet. Con sistemi di ombreggiatura e arredi outdoor, si possono creare uffici all’aperto».