MODENA

Nel 2013 nasce Emilia Foods: il desiderio che ha animato Ivan Manfredi, Ceo and Founder, frutto della sua esperienza lavorativa, era quello di partire dai prodotti tipicamente italiani e ‘reinventarli’ per il mercato estero. Il tutto, lavorando con le eccellenze e sempre pronti a mettersi in discussione e affrontare sfide sempre nuove, come spiega Roberta Frequenza (nella foto), Responsabile marketing di Emilia Foods.

Quali sono i vostri punti di forza?

"Emilia Foods può contare su un team molto giovane, legato da una passione comune per il food; le persone sono molto in sintonia fra di loro e proiettate nella ricerca di nuovi trend nel campo alimentare. Si parte dallo studio di una ricetta che possa essere replicata in produzione, sviluppata nel laboratorio interno, chieste consulenze a chef industriali. Quando il prodotto è realizzabile a livello industriale, inizia la ricerca del miglior partner che ci possa seguire nel progetto. Questo garantisce esperienza e tradizione messi a servizio dell’innovazione".

‘Emilia’ e ‘Foods’: come coniugate la tradizione italiana con il cibo americano?

"C’è una particolare attenzione ai trend sviluppati sul mercato statunitense, all’avanguardia in merito alla sperimentazione alimentare e particolarmente ricettivo e aperto ai cambiamenti. Ma non dimentichiamo dove affondano le nostre radici e per noi reinterpretare le ricette di tradizioni diverse e lontane dalla nostra è sicuramente stimolante. Inoltre lavoriamo con l’eccellenza italiana, rappresentata da aziende disposte a mettersi in discussione e affrontare con noi sfide sempre nuove".

‘Via Emilia’: che filosofia c’è alla base?

"La nostra avventura è partita proprio come inizia ogni viaggio che si rispetti: con la curiosità e la voglia di esplorare il mondo e scoprirne le potenzialità. Abbiamo messo in valigia il buon cibo e la fantasia che sono tipici del nostro Paese e ci siamo messi in cammino. Abbiamo creato nuove sinergie, facendo incontrare culture diverse, trend e nuove abitudini di consumo unendo il meglio della nostra capacità alle richieste di un mercato in continuo cambiamento".

Prossime sfide?

"Ampliare ulteriormente i nostri orizzonti, il che per noi significa anche ‘tornare a casa’, non solo metaforicamente. Grazie all’esperienza maturata, abbiamo iniziato a studiare una linea di prodotti capace di unire quello che avevamo appreso negli anni, viaggiando in posti lontani, e le nostre conoscenze e competenze. Abbiamo lavorato e lavoriamo nel mondo, ma è arrivato il momento di portare in Italia prodotti innovativi e sostenibili. La sfida è appena iniziata: lo scorso maggio abbiamo lanciato la nostra linea di carne vegetale in Despar. Stiamo già raccogliendo risposte più che positive e puntiamo ad ampliare la nostra presenza sul mercato italiano entro il 2020 e su quello europeo nel 2021".