L’ingegnere Silvia Gaiani è la Chief Executive Officer della Vsystem
L’ingegnere Silvia Gaiani è la Chief Executive Officer della Vsystem

Opera in un settore di nicchia, quello della fornitura di componenti ad alto contenuto tecnologico per garantire la sicurezza e le performance dei piloti di Formula Uno e di Motorsport. E ha saputo, nel corso degli anni, imporsi a livello internazionale, ponendo la propria competenza anche al servizio di ambiti diversi. Si tratta della Vsystem Srl di Fiorano. Nata nel 2013 come consociata del Gruppo Veca di Soliera, in pochi anni ha conquistato la fiducia di importanti team del motorsport italiano ed europeo, tra F1, Nascar, Indycar ed Endurance, come spiega la Ceo dell’azienda, ingegnere Silvia Gaiani.

Quali sono i servizi che offrite?

"Nell’ambito deformazioni plastica a freddo, ciò che maggiormente ci caratterizza sono le attività di piegatura del tubo e l’idroformatura, per ottenere pezzi leggeri e dalle geometrie molto complesse (tecnologia fornita in Italia solo da due aziende, di cui una è la Vsystem, ndr), oltre che i processi di saldatura TIG eseguita da operatori certificati. Altra nostra peculiarità è l’applicazione di queste tecnologie a materiali non convenzionali, come le ‘leghe esotiche’, di titanio, di nichel, nonché acciai speciali e inossidabili".

Competenza, ricerca dell’eccellenza e soluzioni tecnologiche di avanguardia sono le vostre parole chiave: come li declinate?

"Cerchiamo di intercettare quello che il mercato offre a livello di macchinari, software, tecnologie, per garantire nuove soluzioni. La formazione degli operatori è continua; io stessa tengo corsi a livello di materiali, disegno, disposizioni della normativa sulla qualità. Per garantire un livello di competenza molto elevato".

Come siete arrivati a eccellenze del motorsport italiano e europeo come F1, Nascar, Indycar ed Endurance?

"Fare parte del gruppo Veca, player consolidato in questo segmento, ci ha garantito i primi contatti. Poi, il lavoro ha parlato per noi: fornendo componenti realizzati in leghe in titanio e in nichel per i quali il numero di competitor anche a livello internazionale è molto ridotto, ci siamo ritagliati una fetta di mercato che è andata espandendosi. Siamo una delle tre aziende al mondo che produce strutture di sicurezza per Formula 1, ‘Halo’, e ‘windscreen’ per Indycar. Non solo: realizziamo componenti prototipali e di ‘avanserie’ per varie case automobilistiche e motociclistiche del territorio".

Come ha inciso la pandemia?

"Ci ha spinti a definire organizzazione e competenze necessarie all’accesso a nuovi mercati. Abbiamo di recente ottenuto due certificazioni: ISO 9100 per aprirci ai grandi clienti internazionali dell’aerospazio, aeronautica e Difesa; e ISO 3824-2 che riguarda la qualità nella saldatura, rendendoci un fornitore hi tech anche per la produzione di attrezzature e componenti per il settore medicale, del trattamento delle acque e, speriamo, altri mercati che ancora non abbiamo immaginato".