Angela Muratori – Angela Mele Milano - www.angelamele.it
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Milano Marittima, anni ’80: Dr. Martens ai piedi, abitini vintage comprati per poche migliaia di lire nei mercatini delle pulci di Bologna, Angela Muratori è una promettente studentessa di medicina in vacanza quando viene notata dal suo futuro mentore. “Roberto produceva i suoi capi a Centergross: gli piaceva il mio look, perciò mi ha contattata e mi ha chiesto di seguirlo a Parigi, alla Settimana della Moda” racconta Angela. Al ritorno i due fecero un patto. Lei avrebbe scelto e personalizzato uno dei capi acquistati a Parigi. Lui l’avrebbe fatto produrre. “Gli feci realizzare 300 camicie con le maniche trasparenti e le spalline enormi. “Sono troppe, non le venderai mai” diceva. In un attimo erano sparite. Allora ho lasciato medicina e ho iniziato questo viaggio”.

Il loro accordo dura alcuni anni. Nel 1995 Angela si mette in proprio e crea il brand Angela Mele Milano, nome suggerito da un’agenzia di comunicazione. Con questo marchio apre la produzione al blocco 30, si espande a Cernusco sul Naviglio, inaugura negozi a Bologna, Forte dei Marmi, Lignano Sabbiadoro, Marina di Massa, sfila a Parigi, Londra, Berlino, Milano. Il parka di Angela Mele viene “adottato” da tutte le caporedattrici dei magazine di moda durante un freddo inverno newyorkese, è un regalo di Natale. La visibilità è al massimo, gli affari vanno a gonfie vele.

Fino al brusco risveglio, la crisi del 2006. Angela Mele Milano resiste, mantiene un unico negozio in via San Felice, a Bologna, vende il magazzino, riduce spazi, volumi, comunicazione. “È cambiato tutto, ma noi no: come sempre non inseguiamo nessuna moda, creiamo il nostro stile”. Il futuro è un capo da disegnare giorno dopo giorno. Incoraggiando il talento e l’espressone di sé. “Oggi con noi lavorano due gemelle londinesi, Nadia e Zehra, abbiamo sponsorizzato il loro brand, siamo stati ospitati a Pechino, a Vancouver, a Berlino. Hanno studiato al Polimoda di Firenze, mentre io ho imparato guardando le sarte al lavoro. Creo i capi direttamente “vestendo” il manichino, provando varie soluzioni e dando indicazioni alla modellista, mi lascio guidare dall’ispirazione. Potrei anche fare il tecnico di produzione, conosco ogni dettaglio dei tempi di lavorazione. Questo sapere concreto è ciò che sto provando a trasmettere alle ragazze. Forse un giorno saranno loro a proseguire questa avventura”. Il sogno è quello di tornare stabilmente a calcare le passerelle, e magari aprire un negozio a Milano. Portare nel mondo il proprio stile unico.

 

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L’intervista è tratta da “Centergross: una storia di famiglie. Racconti di imprese straordinarie”, a cura di Antonella Zangaro