Boeri e Fresu
Boeri e Fresu

Ravenna, 2 luglio 2020 - Un bosco, ma in verticale; in piena regola, 700 alberi e sottobosco compresi, ma su poche centinaia di metri quadri di superficie urbana. Dov’è il trucco? Nell’alleanza fra uomo e natura che anima il lavoro di Stefano Boeri, architetto di fama mondiale (archistar per i più social) e ideatore del rivoluzionario e iconico Bosco Verticale di Milano, una nuova generazione di edifici urbani avvolti da alberi e piante.

Questa sera all’Arena dello Stadio dei Pini Boeri è stato ospite di Ravenna Festival all’interno della rassegna Per l’alto sale - Il Trebbo in musica 2.0. L’appuntamento di stasera, che è stato trasmesso anche sul nostro sito con una diretta streming in esclusiva si è concentrata sul binomio Architettura e Natura: quello dello sviluppo ecosostenibile è un tema sempre più urgente e profondamente appropriato per una città che ha saputo istituire già nel lontano 1973 il Premio CerviaAmbiente.

Accanto a Boeri, Paolo Fresu, idolo jazz a tutte le latitudini; alle evoluzioni della sua tromba si è unito il virtuoso bandoneon di Daniele Di Bonaventura.
 
Il Bosco Verticale di Stefano Boeri è un dispositivo architettonico di forestazione urbana con l’obiettivo di migliorare la qualità e varietà della vita quotidiana nella città contemporanea. La vegetazione non solo riduce l’isola di calore urbana, l’inquinamento e i consumi energetici; ma favorisce la creazione di ecosistemi urbani complessi moltiplicandone la biodiversità (sono già 20 le specie che hanno nidificato sugli alberi del Bosco Verticale). Un’eco della stessa preoccupazione per la convivenza fra uomo e natura si riflette a Milano Marittima, che tra il 1911 e il 1912 trasformò in realtà il progetto della “città giardino” firmata dal pittore Palanti, che in un’intervista raccontava: “Ogni lotto conterrà una villa circondata da quel giardino naturale che è la pineta. Fornita di acqua potabile e disposta in modo che tutte le ville abbiano la via diretta al mare”.
 
“Io credo che la natura sia architettura, l’architettura è qualcosa che utilizziamo per armonizzare la natura e gli spazi,” riflette Paolo Fresu. “Da questo punto di vista l’architettura può insegnarci a riarmonizzare le nostre azioni e a convivere con la natura, anche grazie alla musica. In musica si parla di architettura come qualcosa che permette di costruire un pensiero corretto, armonico, ma la musica è di per sé natura: gli strumenti della musica sono strumenti creati dalla natura, un violino è fatto da un albero, la tromba è di metallo e sfrutta il principio naturale degli armonici. Ben venga la musica se può contribuire a far capire che architettura e natura sono totalmente in sintonia”.



Come è in sintonia la tromba di Fresu con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura. Compositore, arrangiatore, pianista e bandoneonista, nonostante la formazione colta Di Bonaventura privilegia da sempre la dimensione improvvisativa – dal classico spazia al jazz, tango, world music, con incursioni nel teatro, nel cinema e nella danza.
 
L’evento è realizzato in collaborazione con Elastica Live & Comunicazione. Per l’alto sale continua martedì 7 luglio con Il demone della perfezione. Il genio di Arturo Benedetti Michelangeli: il giornalista e scrittore Roberto Cotroneo è in conversazione con Matteo Cavezzali di Scrittura Festival; al pianoforte il giovane Domenico Bevilacqua dell’Istituto Superiore di studi musicali Giuseppe Verdi.

Info e biglietti: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org Biglietti: posto unico non numerato 10 Euro, under 18 5 Euro. Solo per gli spettacoli della rassegna Per l’alto sale - Il Trebbo in musica 2.0, l’acquisto dei biglietti è possibile, oltre che attraverso i canali validi per tutti gli eventi, anche presso lo IAT Cervia, lo IAT Milano Marittima e la biglietteria serale attiva dalle 20.30 sul luogo di spettacolo.