Marco Martinelli ed Ermanna Montanari (foto Silvia Lelli)
Marco Martinelli ed Ermanna Montanari (foto Silvia Lelli)

Ravenna, 14 luglio 2019 - Il Purgatorio è la cantica della salvezza, del ricominciare. Lo urlano a gran voce i bambini del coro dei vermi e delle farfalle: salvezza per noi e per chi arriva da lontano. La seconda tappa del progetto dedicato alla Commedia di Dante ideato da Ermanna Montanari e Marco Martinelli, inserito nel cartellone di Ravenna Festival 2019, ha trasformato la città in teatro, come due anni fa, con l’Inferno. Anche la partenza è la stessa, davanti alla Tomba di Dante, ma questa volta il viaggio porta in alto, verso la sommità del monte e il Paradiso terrestre. Se qualcuno pensava che dopo l’Inferno difficilmente il pubblico avrebbe potuto provare altrettanto stupore e meraviglia, si sbagliava. Perché le tinte del Purgatorio sono meno forti solo in apparenza.

E lo si capisce subito, dall’esordio davanti alla Tomba di Dante, di fronte all’intensità dell’incontro con Catone, alla partenza del corteo, guidato da Ermanna Montanari e Marco Martinelli attraverso una città stupita solo a tratti. Perché ormai la consuetudine ha trasformato la processione in qualcosa che gli appartiene. E così attraversa piazza San Francesco e via Guaccimanni, tra canti soavi e versi declamati al megafono. Fino all’arrivo in via di Roma dove il Purgatorio si consuma tutto all’aperto, animando non solo il giardino del teatro Rasi, ma anche quelli del Istituto musicale Verdi e della Casa di riposo Garibaldi.

Trasformati e irriconoscibili. Ecco allora che le scale antincendio diventano rifugio delle donne morte violentemente per mano di mariti, fidanzati, padri. Perché il Purgatorio di Martinelli e Montanari è lo specchio dei nostri tempi. Ricchi di superbia, ingordigia, lussuria. Con un’Italia messa sotto sopra e tormentata ora dagli stessi vizi che toglievano il sonno a Dante. Ci si muove continuamente in questo Purgatorio, le anime come il pubblico. Si attraversano giardini, ci si siede in stretti banchi di scuola, si incrociano personaggi che riecheggiano nella nostra memoria scolastica, Pia dei Tolomei, Manfredi, Bonconte da Montefeltro, Sapia, Marco Lombardo.

Tutti magistralmente interpretati. Poi c’è l’omaggio a Pasolini, commovente. Ma bisogna andare, proseguire verso «la sommità del monte», per fare i conti con peccati antichi e nuovi. Il Purgatorio è un viaggio poetico, nel quale tutto o quasi si capovolge, le anime penitenti salgono in cattedra e la purificazione finale arriva da una giovane Greta, paladina dell’ambiente.