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1 mag 2022

A Marina apre la mostra ‘Vasi fioriti’ di Silvano D’Ambrosio

Alla galleria FaroArte, curata da Claudio Spadoni. Inaugurazione oggi alle 17

Oggi, alle ore 17, alla galleria FaroArte di Marina di Ravenna, Largo Magnavacchi 6, verrà inaugurata la mostra ‘Vasi feriti’, di Silvano D’Ambrosio. Curata da Claudio Spadon e organizzata da Capit Ravenna, l’esposizione rimarrà aperta fino al 29 maggio con i seguenti orari: sabato e domenica ore 10-12.30-15.3018.30.

D’Ambrosio, nato in Francia nel 1951, dove è recentemente tornato, si forma all’Accademia di Belle Arti di Ravenna seguendo soprattutto i corsi di incisione tenuti da Tono Zancanaro nel biennio 1974-76. A Forlì, negli anni Ottanta, è ispiratore del gruppo Eclissi. Il gruppo espone nel 1985 a Bologna, nel 1987 a Washington, nel 1988 a New York e nel 1990 a Venezia. L’esposizione personale alla Galleria il Polittico di Roma nel 1996 apre una lunga serie di mostre personali e collettive, nazionali ed internazionali: Grenoble, Lione, Lisbona, Beyrouth, Il Cairo, Torino, Belgrado, Sana’s, Brisbane, Melbourne e Roma.

"…La visionarietà di D’Ambrosio – spiega Claudio Spadoni in una nota – non si traduce mai in una speculazione sulle proprietà dell’immagine, sulle convenzioni del linguaggio, sugli inganni della percezione. L’improbabilità della visione qui porta invece al cuore della realtà, che sarà dunque una realtà parzialmente nascosta, ‘altra’.

Ancora un vaso con ramoscelli e foglie sta sul ben noto parapetto che questa volta si direbbe il davanzale di una finestra spalancata su un paesaggio serotino, Il quadro è in effetti, come vorrebbe la convenzione, una finestra aperta su una porzione di realtà. Nessun velo sfuoca la visione, la l’atmosfera quasi apocalittica che domina sulla distesa sconfinata che si apre dal davanzale, equivale ad un viraggio in una condizione del vedere ancora più misteriosa e sfuggente di un’immagine velata. E se il pittore – conclude Spadoni – ci parla di albero della conoscenza, s’intende bene che si riferisce a qualcosa che riguarda in primo luogo la pittura, al suo particolare dominio sul visibile, al particolare sapere che è nei suoi rituali, e dunque al suo potere di rivelare o. letteralmente, di svelare".

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