A Ravenna sfuma il rigassificatore bis

Si allontana da Ravenna la prua della Golar Tundra, il rigassificatore attualmente ospitato dal porto di Piombino. Terminata tra tre anni l’attività in Toscana, la nave rigassificatrice Golar Tundra sarà posizionata a Vado Ligure, nell’Alto Tirreno. L’ufficializzazione era attesa per ieri sera, poi è slittata a oggi. Tra le città prese in considerazione c’era infatti anche Ravenna, che sta realizzando l’infrastruttura a terra e a mare per ospitare l’altra nave rigassificatrice Bw Singapore, la cui entrata in servizio al largo di Ravenna, secondo il cronoprogramma stilato da Snam, dovrebbe avvenire alla fine del 2024. In ogni caso, la data di scadenza per comunicare ufficialmente il futuro della Golar Tundra è lunedì.

Da qui, dunque, la necessità di procedere alla nomina del governatore ligure, Giovanni Toti, come commissario straordinario, al pari di quanto già fatto con gli altri due presidenti di Regione, Eugenio Giani per la Toscana e Stefano Bonaccini per l’Emilia-Romagna. Ad anticipare le valutazioni in campo sul possibile futuro del rigassificatore di Piombino era stato nelle settimane scorse il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che in questi mesi ha lavorato sul dossier per rendere possibile la quadratura definitiva. "È notizia di questi giorni – ha detto il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale – che il governo è intenzionato a trasferire il rigassificatore di Piombino a Vado Ligure. Al di là di tutto, vorrà dire che i soldi per realizzare le infrastrutture nel porto toscano sono completamente buttati via, perché il decreto, al quale abbiamo dato parere mercoledì in conferenza unificata, prevede che le opere rimangano lì, perché se ci dovessero essere ulteriori necessità gli impianti per l’emergenza esistono già".