Abatjur
Abatjur

Ravenna, 22 novembre 2018 - «Non capiamo tutto questo accanimento contro il nostro circolo culturale». Inizia con queste parole, l’amaro sfogo di Costanza Molducci, presidente del Circolo Abajur, aperto nell’ottobre 2017 in via Ghibuzza a Ravenna. «A malincuore – prosegue – abbiamo dovuto annullare l’evento di giovedì (questa sera, ndr), la Comedy Night, e nel breve periodo faremo lo stesso con molte delle nostre altre attività. Al momento stiamo mantenendo solo le date con artisti stranieri a cui proprio non possiamo dire di no. Il motivo di tutto questo? Il vicinato che proprio non ci sopporta, al punto da farci di continuo dispetti che abbiamo provveduto a segnalare».

Già quest'estate Abajur ha annullato un’intera rassegna, denominata ‘Abajur Under The Moon’, che – fra giugno e luglio – avrebbe animato il locale con proiezioni cinematografiche, musica dal vivo e installazioni artistiche. «Dopo aver deciso di chiudere per sempre il nostro giardino – precisa Molducci –, le nostre attività si svolgono tutte all’interno del locale, senza arrecare alcun danno ai vicini. Malgrado ciò, abbiamo ricevuto diversi controlli su segnalazioni da parte della Municipale e dei Carabinieri che hanno sempre avuto un esito positivo. La situazione è a tal punto paradossale che una volta è persino capitato che le forze dell’ordine chiedessero a me dove fosse il circolo, evidentemente non accorgendosi di alcun rumore molesto. Ma ora il problema sono i nostri soci che fumano in strada, visto che non è più possibile farlo all’interno ed è impensabile che non si approfitti del momento anche per scambiare due chiacchiere. A nulla conta che il tutto avvenga entro al massimo l’una di notte, orario di chiusura, per soli cinque giorni a settimana».

Il circolo è chiuso il lunedì e il martedì e propone in genere il cinema alle 21.30 il mercoledì, una serata di cabaret al mese il giovedì o giochi di società normalmente, musica dal vivo il venerdì con concerti acustici di un singolo cantautore e ancora film e musica il sabato e la domenica, oltre a laboratori per bambini. In tutto i soci del 2018 sono circa mille. «Nei prossimi giorni – precisa Molducci – avremo incontri con alcune autorità e a quel punto sarà più chiaro come la situazione potrà evolversi. Davvero non credevamo che bastasse l’apertura di un piccolo bar per ‘sconvolgere’ la vita dei residenti! Una soluzione? Forse si dovrebbe pensare, come già avviene in altre città, a zone adibite alla vita notturna e altre solo ad attività diurne».