"Abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di salvarla"

Hanno cercato di salvarla in tutti i modi, gettandosi in acqua e poi tentando di rianimarla a lungo in spiaggia. Alla fine, però, per la piccola Isabel Zanichelli non c’è stato niente da fare. L’amarezza è tanta anche per i bagnini di salvataggio, intervenuti subito dopo essersi accorti che la piccola era in difficoltà. Stefano Verlicchi, coordinatore del servizio di salvataggio, racconta la difficile mattinata di domenica a Lido di Classe.

Verlicchi, nel tratto in questione la spiaggia è libera. C’è una torretta col servizio di salvataggio attiva in quel punto?

"C’è una torretta comunale in cui il servizio partirà da sabato prossimo. Ma il tratto di mare in cui si trovava la bimba non è lontanissimo dalla torretta più vicina, tra gli stabilimenti".

Quanto dista?

"Direi circa 7080 metri".

La situazione critica della bambina vi è stata segnalata?

"No, il nostro bagnino Federico Morri si è accorto di quello che stava succedendo dalla torretta. Ha visto l’uomo con i due bambini che andava in acqua, ma quella spiaggia ha una conformazione particolare. Ha visto che si erano avventurati e che, facendo il bagno, si erano fatti trasportare più al largo".

È allora che è intervenuto?

"Sì, quando ha visto che erano in difficoltà è partito subito. Morri ha recuperato la bimba, con lui c’era anche il collega Nicolò Gobbi che si è occupato dell’altro minore. Morri mi ha raccontato tutto, ho parlato con lui qualche ora fa. Mi ha detto: ’Se non ci fosse stato il mio collega avrei fatto fatica da solo a gestire sia la bimba che il bimbo’".

La bambina, purtroppo, era già gravissima

"Aveva già perso conoscenza. Sono iniziate subito le pratiche di rianimazione, c’era una dottoressa in spiaggia e in tre persone hanno fatto tutto il possibile per rianimarla finché non è arrivato il 118".

Le manovre di rianimazione sono andate avanti a lungo?

"Abbastanza, finché non è arrivata l’adrenalina, portata dal 118. Quando la bambina è stata portata via i due bagnini sapevano che la situazione era critica, ma erano rincuorati dal fatto che fosse stato recuperato il battito".

Da esperto che lavora sul campo da tanti anni, cosa pensa che sia successo dopo che il padre e i due bambini sono andati in acqua?

"Probabilmente si sono fatti trasportare dalla corrente e poi si sono trovati in difficoltà, ed è allora che il bagnino è intervenuto. Mi hanno raccontato che la bambina stava facendo il bagno un po’ più avanti rispetto al papà e al cuginetto e che quando lei è andata in difficoltà l’uomo non è riuscito a gestire bene la situazione perché aveva due bambini di cui prendersi cura. È andato nel panico, poi la corrente l’ha trascinato in una zona in cui non toccava neanche lui".

Il mare era mosso?

"Bandiera rossa, ma diciamo non eclatante. C’erano onde di mezzo metro. Fare il bagno era sconsigliato, ma abbiamo visto condizioni del mare peggiori".

Sara Servadei