Suprani e Subini con Fantini al centro
Suprani e Subini con Fantini al centro
Avrebbe compiuto 98 anni giusto fra un mese. E in silenzio, così come aveva vissuto in questi ultimi tempi, ha concluso la sua vita terrena il decano ravennate dei dirigenti sportivi, Emidio Fantini, per oltre quarant’anni soprattutto all’opera nel Coni provinciale e nel Panathlon Ravenna. La notizia della sua scomparsa ha suscitato viva commozione ed unanime cordoglio nel mondo sportivo, non solo locale. Con Emidio si chiude infatti il cerchio di quei...

Avrebbe compiuto 98 anni giusto fra un mese. E in silenzio, così come aveva vissuto in questi ultimi tempi, ha concluso la sua vita terrena il decano ravennate dei dirigenti sportivi, Emidio Fantini, per oltre quarant’anni soprattutto all’opera nel Coni provinciale e nel Panathlon Ravenna. La notizia della sua scomparsa ha suscitato viva commozione ed unanime cordoglio nel mondo sportivo, non solo locale. Con Emidio si chiude infatti il cerchio di quei dirigenti del Coni ravennate (Paolo Borghi, Alfredo Cavezzali, Gino Strocchi, Luigi Marchetti e Pino Montanari) che nel dopoguerra si sono rimboccati le maniche – al pari dei vari Zannoni, Marfoglia, Minardi, Costa, Lelli, Orfeo Montanari, Silvagni, Vicari, Zavaglia nelle rispettive discipline – dando una spinta decisiva alla rinascita dello sport dalle nostre parti.

Rientrato dalla guerra, dove aveva operato nei Mas (si salvò avventurosamente dopo un naufragio nel canale di Sicilia per un siluramento), Fantini venne assunto al Genio Civile dove rimase fino a metà gli anni Settanta. Il suo tempo libero? Passeggiate d’inverno e lunghe nuotate d’estate. Ciò non gli precluse di iniziare il suo splendido ed impagabile volontariato dirigenziale: prima nell’atletica leggera alla Saf (Società Atletica Femminile) che allora era fra le più forti società d’Italia, poi nel ciclismo al Pedale Ravennate in quel tempo primattore in campo nazionale.

Il Coni provinciale dagli anni Sessanta lo ebbe fino al 2012 come scrupoloso ed inimitabile amministratore; incarico che gli valse più volte il plauso degli uffici nazionali e che fu contrassegnato dall’onorificenza della Stella al merito sportivo (bronzo nel 1987, argento nel 1998 e soprattutto oro nel 2015). Contemporaneamente fu eletto ininterrottamente dai soci del Panathlon Club Ravenna – e sotto ben dieci presidenti – componente del consiglio direttivo come tesoriere. Sempre con la battuta pronta, mai una sbavatura e con tanta passione e voglia di aiutare i giovani atleti. La scomparsa della consorte qualche anno fa gli cambiò la vita; ospite di una casa-famiglia, trovava tempo e voglia per qualche sortita settimanale dagli amici del Ct Zavaglia per una partita a carte o semplicemente per quattro chiacchiere in libertà.

I funerali verranno celebrati stamani alle 9.30 alla camera mortuaria dell’ospedale.

u.s.